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Violenza sessuale al campo di Marco, il Patt punta il dito contro gli immigrati: "Siamo stufi"

Pur con molti "se", i dettagli della notizia sono ancora da chiarire, il Patt prende le mosse dal presunto episodio di violenza sessuale avvenuto dei pressi del campo profughi per puntare il dito contro "l'aumento di reati causati soprattutto da extracomunitari che approfittano della solidarietà di questo territorio"

Sul presunto episodio di violenza sessuale al campo profughi di Marco il Patt mette le mani avanti: "Se verrà effettivamente confermato il fatto che nei pressi del centro profughi di Marco di Rovereto è stata commessa questa notte una violenza sessuale ai danni di una giovane e sempre se verrà confermato il fatto, in seguito al test del DNA, che la violenza è stata commessa da un ospite della struttura - sempre che l’eventuale responsabile nel frattempo non abbia nel frattempo preso comodamente il volo - potremo allora dire che la misura è definitivamente colma."

La nota a firma congiunta del consigliere Lorenzo Baratter e del segretario Patt di Rovereto Marco Graziola prende le mosse dalla terribile notizia, i cui dettagli sono ancora tutti da chiarire, per puntare il dito contro la presenza di extracomunitari, profughi e non, in Trentino: "Vogliamo innanzitutto esprimere tutta la nostra solidarietà alla vittima di questo esecrabile fatto: in attesa del completamento delle indagini, come autonomisti vogliamo tuttavia dire con forza che siamo sinceramente stufi che la nostra gente e i nostri territori siano diventati il luogo nel quale aumentano violenze e reati di ogni genere, causati anche e soprattutto dalla presenza sempre più forte di soggetti extracomunitari che approfittando della solidarietà di questo territorio lo stanno ogni giorno di più rendendo invivibile".

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