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Unione tra Comuni, via libera dalla Provincia

Entro il 2015 toccherà a Cimego e Castel Condino, mentre la data fissata per Cavareno, Fondo, Malosco, Romeno, Ronzone e Sarnonico è il 2017. L'unione interesserà anche Aldeno, Cimone e Garniga. Spesa sotto controllo

Via libera della Giunta provinciale alla fusione tra Comuni. Entro il 2015 toccherà a Cimego e Castel Condino, mentre la data fissata per Cavareno, Fondo, Malosco, Romeno, Ronzone e Sarnonico è il 2017. L'unione interesserà anche Aldeno, Cimone e Garniga. 

In passato, grazie alle unioni comunali, otto comuni trentini sono poi arrivati volontariamente alla fusione, tramite referendum. Si tratta dei sei municipi della Valle di Ledro che hanno dato vita al comune di Ledro e a quello di Comano Terme, nato dalla fusione di Lomaso e di Bleggio Inferiore. Questa volta toccherà ad altri municipi trentini.
 
L’intesa sui progetti di “Unione dei comuni di Cimego e Castel Condino” e di “Unione dei Cavareno, Fondo, Malosco, Romeno, Ronzone e Sarnonico” è legata ad alcune condizioni: "le consultazioni referendarie propedeutiche alle fusioni dei comuni dovono svolgersi entro dei termini congrui per garantire il rispetto delle scadenze", cioè 2015 e 2017. I comuni dovranno poi riorganizzare funzioni e servizi "nel rispetto del quadro giuridico definito con riferimento alle Comunità", cioè secondo quanto prevede la legge di riforma istituzionale del 2006 che ha introdotto le Comunità di valle. 
 
Nel trasferimento alle Unioni di comuni non saranno però trasferite quelle competenze che già fanno capo alla Comunità di valle di appartenenza."Per tali funzioni, compiti e attività, i Comuni aderenti alle Unioni devono impegnarsi ad avviare tempestivamente un percorso di confronto collaborativo con le corrispondenti Comunità". Altro aspetto deciso dalla Giunta è che "non si deve registrare, a regime, incremento dei costi correnti delle amministrazioni interessate. Per questa ragione, dopo il periodo iniziale di costituzione ed organizzazione dell’Unione – nel corso del quale l’eventuale leggero aumento deve considerarsi fisiologico – si deve formalizzare l’impegno del nuovo ente a raggiungere, entro un lasso di tempo certo, seppur ragionevole, un livello di spesa corrente coerente con gli standard mediamente espressi da Enti comparabili, per caratteristiche complessive, a quelli aderenti al progetto".
 
Per quanto riguarda invece i comuni di Aldeno, Cimone e Garniga, la situazione è leggermente differente. Gli amministratori dei tre comuni, non inseriti in nessuna comunità di valle, da quasi due anni stanno discutendo sulla possibilità di unificare i propri servizi per ottimizzare i costi e la gestione, grazie anche al sostegno previsto dalla legge regionale che concede finanziamenti ai comuni che decidono di formare di associarsi in un’unione. Il finanziamento che sarà concesso dalla Regione, una volta che il progetto verrà approvato, dovrebbe intervenire sia sulle spese correnti dei tre comuni, che su quelle in conto capitale per sostenere la nascita dell'unione.
 
In questo caso le condizioni stabilite dalla Provincia di Trento sono che "i comuni devono porre in essere una riorganizzazione mediante l’Unione delle loro funzioni e dei loro servizi in modo da agevolare il funzionamento dei vari accordi già definiti e da definire con il comune di Trento per l’attuazione della riforma istituzionale". Anche in questo caso non si deve registrare "nessun incremento dei costi correnti delle amministrazioni interessate".
 
Si tratta di regole che dovranno essere inserite nel processo di attuazione dei progetti di Unione, oltre che diventare parte integrante dei provvedimenti formali "assunti a tale fine dalle Amministrazioni e in particolare nello Statuto dell’Unione". Saranno inoltre fondamentali per il riconoscimento dei contributi regionali.
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