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Pari opportunità, ma non per i Gay

Arcigay Trentino e Arcilesbica fanno notare a Mattia Civico e ai consiglieri della quarta commissione come le politiche di pari opportunità non riguardino più la sola discriminazione di genere, ma anche le discriminazioni per orientamento sessuale e per identità di genere"

Anche l'associazione ArciLesbica L'Altra Venere Trentino Alto-Adige, è stata ascoltata oggi pomeriggio dalla quarta commissione presieduta da Mattia Civico nell'ambito delle consultazioni effettuate in merito al Testo unificato "Promozione della cultura delle pari opportunità tra uomo e donna" dei disegni di legge 142 di Margherita Cogo, 244 di Caterina Dominici e 274 proposto per la Giunta dall'assessore Lia Giovanazzi Beltrami.

La portavoce Michela Papette ha presentato un documento nel quale l'associazione giudica il testo unificato "da rigettare perché esclude totalmente ogni riferimento alla discriminazione per orientamento sessuale" e "si rivolge unicamente al rapporto uomo-donna specifico di una famiglia di tipo eterosessuale, non contemplando che nella nostra società esistono ormai tantissimi tipi di famiglia o di relazione".

Non invitata all'audizione, Arcigay Trentino ha inviato un documento a Mattia Civico e ai consiglieri della quarta commissione, in cui si evidenzia come le politiche di pari opportunità non riguardino più la sola discriminazione di genere, coinvolgendo ogni forma di diversità che possa comportare una ingiustificata disparità di trattamento, "in particolare le discriminazioni per orientamento sessuale e per identità di genere"
 

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