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Incompatibilità in Comune, Frachetti (Patt) si è dimesso

Il problema nasceva da un ricorso che Frachetti ha presentato al Tar (è architetto) relativo a una vertenza su due edifici a Povo. Non si è arrivati al voto perché il consigliere si è dimesso prima dall'incarico

Ampia discussione in consiglio comunale sulla questione di incompatibilità del consigliere Piergiorgio Frachetti (PaTT), sebbene la delibera non sia arrivata al voto visto che il consigliere si è dimesso in aula al termine dell’illustrazione del presidente Renato Pegoretti. Intervenendo per sostenere la propria posizione e la non condivisione della situazione di incompatibilità, il consigliere ha usato parole molto dure, puntando il dito contro gli uffici dell’amministrazione, accusandoli di inadeguatezza e incapacità nella gestione del procedimento in questione. Dunque ha annunciato la scelta di dimettersi, pur rimarcando la propria certezza di non trovarsi in una situazione di incompatibilità così come del fatto che il Tar riconoscerà la correttezza del procedimento edilizio in questione.

Il problema nasce da un ricorso che Frachetti ha presentato al Tar in quanto tecnico (di professione è architetto) relativo a una vertenza su due edifici a Povo. Due settimane fa il consiglio ha approvato, tra molte perplessità anche dentro la maggioranza, la delibera che comunica l’avvio del procedimento di incompatibilità. 
 
Il tema ha suscitato moltissimi interventi. Hanno preso la parola i consiglieri Dario Maestranzi (Leali), Fabio Armellini (Patt), Girgio Manuali (insieme per Trento), Vittorio Bridi (Lega Nord), Franco Micheli (Upt), Nicola Salvati (Pd), Giorgio Piffer (Civica per Trento), Paolo Zanlucchi (Udc), Andrea Merler e Nicola Giuliano del Pdl, e Giovanna Giugni. I consiglieri si sono schierati, con sfumature diverse contro la norma sull’incompatibilità, e hanno espresso totale solidarietà al collega del Patt. Da più parti è arrivato l’invito a formalizzare la proposta di revisione della normativa regionale in una specifica mozione dell’Aula. 
 
In chiusura è intervenuto anche il sindaco Andreatta che ha espresso apprezzamento per il gesto compiuto da Frachetti, ma ha anche preso le distanze  dai toni duri usati dal consigliere verso la struttura amministrativa, difendendo l’operato dei tecnici comunali. Il primo cittadino ha chiarito che ogni decisione sul procedimento edilizio è di competenza del Tar, ma ha sottolineato che la struttura ha agito nella massima trasparenza e nel rispetto di norme urbanistiche e regole.
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