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Trento, Zanetti sui nidi comunali: "l'accesso è diventata una corsa a ostacoli?"

La consigliera: "Quest’anno era ed è doveroso dare priorità al lavoro delle donne"

Nelle prossime sedute del Consiglio comunale verrà trattata l’interrogazione a firma della consigliera Silvia Zanetti sulla situazione degli accessi agli asili nido di Trento per l’anno 2021/2022. "Avere accesso ai nidi comunali a Trento quest’anno sembra essere una continua corsa ad ostacoli - afferma Zanetti -. Il criterio dei punteggi della graduatoria, in un’epoca eccezionale di pandemia mondiale, risulta obsoleta e poco attinente alle necessità delle famiglie".

Inizialmente i posti risultavano a molti piuttosto risicati. A maggio, infatti, Zanetti aveva sottolineato che sulle quasi 1000 arrivate, i posti assegnati erano circa il 60%. Una situazione che pareva essere legata ai protocolli anti-contagio e che porterà disagi alle coppie trentine con bimbi piccoli. "Infatti - sottolinea Zanetti -, i pochi posti messi a disposizione in un primo momento dal Comune di Trento non sono serviti a dare risposte alle famiglie, soprattutto alle donne, già colpite pesantemente dalla situazione emergenziale degli ultimi 18 mesi. A quanto è dato sapere sarebbero rimasti esclusi molti bambini con entrambi i genitori lavoratori full time".

Successivamente, a fine giugno, il comune aveva comunicato con una nota che le possibilità si erano allargate per altri 150 bambini. per il nuovo anno educativo. Una possibilità data dalla collaborazione tra la Provincia autonoma di Trento e l’Azienda sanitaria, unita all’andamento della situazione sanitaria, che ha favorito la revisione delle disposizioni sanitarie vigenti ampliando così il numero di bambini accoglibili e le modalità di fruizione del servizio di nido da parte delle famiglie.

"Quest’anno era ed è doveroso dare priorità al lavoro delle donne - sottolinea Zanetti -. Era ed è doveroso, sia dal punto di vista morale che sostanziale, dare risposte concrete alle famiglie di lavoratori e lavoratrici che negli ultimi mesi sono stati costretti ad accedere a tutti i congedi possibili per poter seguire i propri figli. Nonostante le rassicurazioni da parte dell’assessora Bozzarelli e del Sindaco sul fatto che, grazie ad un accordo con la Apss, sarebbero state accettate praticamente tutte le domande pervenute, tuttavia, ad oggi (7 luglio ndr), questi intenti non sembrano rispecchiare la realtà: molte famiglie si sono viste superare in graduatoria a causa dell’applicazione di criteri affatto adeguati al momento eccezionale. E, sempre ad oggi, non vi è alcuna certezza per gli esclusi di avere assicurato un posto in una struttura comunale".

La consigliera, in una nota, esorta poi l’amministrazione comunale a dare risposte celeri e adeguate alle esigenze dei nuclei familiari, in particolare quelli con entrambi i genitori lavoratori, permettendo alle famiglie di organizzarsi per il mese di settembre. "Queste modalità operative - conclude Zanetti - avranno certamente delle conseguenze: per molte donne lavoratrici, stanche e affrante da questa situazione e messe in secondo piano nell’accesso al servizio, la scelta sarà obbligata, cioè lasciare il lavoro per dedicarsi alla cura dei figli under 3 anni".

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