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Il Consiglio si spacca sull'adesione a Trentino Riscossioni

Contestata dalle opposizioni la proposta per l'acquisizione a titolo gratuito di 11.017 azioni dal valore nominale di 1 euro, affidando alla spa la riscossione coattiva delle entrate tributarie e non

Ancora una volta l’adesione del comune di Trento a Trentino Riscossioni suscita un vivace dibattito in consiglio comunale. È cominciato infatti ieri sera in aula l’esame della proposta di delibera presentata dall’assessore Fabiano Condini per l’acquisizione a titolo gratuito di 11.017 azioni dal valore nominale di 1 euro, affidando alla spa la riscossione coattiva delle entrate tributarie e non, e cioè delle quote di servizio (come le rate dei nidi), dei tributi non riscossi (esempio Imu o Ici) e delle sanzioni della polizia locale.

Pdl, Civica per Trento e Lega Nord hanno sollevato un muro di emendamenti, depositando al banco della presidenza 351 documenti contro l’adesione. A questi si aggiungono 6 ordini del giorno, uno della consigliera Giovanna Giugni e altri 5 sempre del Pdl. La scelta di aderire alla società provinciale è conseguenza dal mutato quadro normativo ed è maturata al termine di un attento esame di tutte le alternative previste dalla legge: la gestione in maniera diretta del servizio da parte del Comune; la gestione attraverso una società in house; la creazione di una società mista pubblico-privato e l'affidamento a terzi attraverso una gara d'appalto.
 
Tra le possibili alternative quella dell'affidamento in house è valutata come la più conveniente: si tratta di una modalità organizzativa attraverso cui la pubblica amministrazione si procura beni e servizi. L'argomentazione, però, che non ha convinto l’opposizione, in particolare il Pdl. Il consigliere Paolo Dal Rì, infatti, ha parlato di scelta esclusivamente politica, influenzata dalla Provincia e ha sottolineato l’assenza di ogni forma di controllo da parte del Comune nella nuova spa. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo Nicola Giuliano che ha parlato di società politicizzata che non può assicurare imparzialità di trattamento per i cittadini e ha definito la delibera illegittima in quanto Trentino Riscossioni, a suo dire, non si configura come società in house in quanto non è possibile esercitare un controllo analogo. Molte perplessità sono state espresse anche dal capogruppo della Lega Nord, Vittorio Bridi e ha annunciato voto contrario anche Francesco Porta di Rifondazione comunista. Qualche dubbio sulla forma societaria è stato espresso anche dalla consigliera Giovanna Giugni che ha posto l’accento sul controllo e sulla trasparenza presentando una mozione in merito e ha, comunque, preannunciato il suo appoggio alla proposta.
 
Opposta la visione del Pd che con l’intervento del consigliere Daniele Bornancin ha messo in evidenza la validità della scelta di Trentino Riscossioni, mettendo in evidenza, soprattutto, il forte legame tra la società e il territorio. La discussione prosegue questa sera.
 
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