Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Poche speranze per gli impianti sciistici, anche se l'Rt è in calo: arrivano i ristori

Fugatti: «Il Trentino ha un Pil provinciale che è fatto per il suo 20% dal mondo turistico. Noi dobbiamo sapere a cosa andiamo incontro»

Il presidente Maurizio Fugatti durante la diretta di giovedì 26 novembre

Dal Governo rimane la linea dura, anche dopo la riunione tenutasi nel pomeriggio di giovedì 26 novembre, rimane l'intenzione di tenere chiusi gli impianti sciistici, al momento, per il mese di dicembre. «Il punto principale che riguarda le tematiche che a noi sono care è, in primis, il tema impianti da sci - commenta il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti -. Oggi (giovedì 26 novembre ndr) c'è stata una presa di posizione da parte dell'Unione Europea, che ha detto sostanzialmente che non può decidere lei ma che può fare solo operazioni di moral suasion, di convincimento, della eventuale chiusura. La Germania è intervenuta dicendo che è d'accordo sul chiudere, pare che l'Austria voglia, invece, aprire e l'Italia, abbiamo appreso dal Governo un'impostazione rigida sotto il piano sanitario, cioè vuol dire che non c'è la possibilità di aprire almeno fino all'Epifania. Dopo di che, il ministro Boccia ha detto "vedremo"».

Prudenza ma anche attenzione alla non concorrenza europea

La possibilità che alcuni paesi possano aprire e altri no, si è accesa la discussione. E Fugatti ha sottolineato: «La nostra posizione qual è? Innanzitutto che di fonte a un'eventuale apertura bisogna avere la sicurezza sanitaria, ma questo è un dato che vale per tutti. Noi crediamo che la chiusura debba esserlo a livello europeo, altrimenti si creerebbe una concorrezza a livello europeo non accettabile. Se la condizione sanitaria non dovesse permettere l'apertura, noi diciamo molto cautamente che questo non lo sappiamo, abbiamo chiesto l'impegno al Governo. Non può essere che ci troviamo l'Austria aperta, non può essere accettabile, non sarebbe una cosa seria. Quindi abbiamo chiesto che ci sia la garanzia dei ristori, che non devono valere solo per gli impianti da sci e la parte strutturale, ma anche per tutto il mondo turistico che vi gravita attorno»

Al momento il Governo non si sarebbe espresso in merito a tutta la questione che riguarda chiusure e giusti ristori anche per tutto ciò che è collaterale al mondo del turismo e degli impianti sciistici, ma avrebbe fatto trapelare una volontà generale di non aprire nel mese di dicembre. «Il Trentino ha un Pil (Prodotto interno lordo) provinciale che è fatto per il suo 20% dal mondo turistico - ha continuato Fugatti -. Noi dobbiamo sapere a cosa andiamo incontro se si dovesse arrivare a una simile e grave decisione, al netto sempre della situazione sanitaria. Il Governo deve farsi carico di queste iniziative, ma completamente». 

Inoltre, durante la discussione con il Governo è stata affrontata la questione delle aree gialle che hanno emanato provvedimenti con maggiori restrizioni rispetto a quanto ordinato a livello nazionale.  «Il ministro Boccia ha detto che per quelle realtà come la nostra, come il Veneto e in parte l'Emilia-Romagna, che hanno preso provvedimenti più restrittivi rispetto alla zona dove sono classificati, il Governo stanzierà un fondo di 250 milioni dove si ripartiscono le risorse per quei territori, come i nostri, che hanno subito le limitazioni. Ovviamente con i criteri delle zone rosse nazionali. Nonostante questo, noi domani (venerdì 27 novembre ndr) approveremo una delibera dove prevediamo una forma di aiuto trentina per queste categorie economiche che hanno subito restrizioni rispetto alla zona gialla (Baselga di Pinè, Bedollo e Castello Tesino ndr), che è indipendente da quello che farà il Governo».

Nuove classificazioni in vista, ma Rt in calo

Venerdì 27 novembre è la giornata delle nuove classificazioni delle regioni da parte del Governo. I dati che vengono presi in considerazione per eventuali cambi o conferme in questo senso, sono quelli del monitoraggio settimanale. In Trentino, nell'ultima settimana di novembre, i dati dicono che l'Rt è sceso da 1,1 a 0,9. «Questo è un dato positivo - commenta Fugatti -, perché l'Rt che scende sotto all'1 ci indica che siamo in una fase di calo del contagio. E quindi questo lo classifichiamo come un dato positivo». Anche l'Rt sull'ospedalizzazione è in calo: dal 1,35 a all'1,1. 

Novità sui tamponi

Dopo lunghe discussioni su chi li calcola e chi li lascia fuori dai report, da dicembre il Ministero classificherà su due distinte voci i tamponi molecolari e quelli antigenici, così da allargare ancora di più lo spettro del contagio da Covid19. 

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