Il Trentino si accoda all'Alto Adige: "Anche noi vogliamo autonomia per la fase 2"

Dopo la dichiarazione di Arno Kompatscher anche la Lega trentina chiede maggiore autonomia

Fugatti

Dopo la richiesta del governatore della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher di gestire autonomamente la fase 2 e la minaccia della Svp di sospendere ogni collaborazione con Roma, anche la Lega del Trentino chiede norme ad hoc per la riapertura. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il segretario Lega Trentino, Mirko Bisesti, e Giuliano Vettorato di Lega Alto Adige chiedono "maggiore autonomia per la gestione della fase 2".

"Lo strumento per procedere in questa direzione sarà una norma di legge 'ad hoc', da portare in discussione nei due consigli provinciali. Un rinforzo legislativo che permetterà alle due Province di anticipare, fermo restando le prescrizioni sanitarie, sul tema non solo delle riaperture di determinate attività economiche, ma anche dei servizi alle famiglie", si legge in una nota della Lega del Trentino.

"Siamo in linea con Bolzano - ha detto Fugatti - la volontà è quella di far capire al governo che certe misure sono eccessivamente restrittive. Pur avendo a cuore la tutela della salute ed il contenimento del contagio. Però dire che un'attività aprirà tra un mese non è facilmente accettabile". Il governatore del Trentino conferma la volontà di utilizzare una norma ad hoc da discutere in Consiglio provinciale in modo da anticipare i tempi della riapertura delle attività economiche e dei servizi rispetto a quanto previsto a livello nazionale. 

Boccia su Bolzano: "Evitare strumentalizzazioni"

 "Il governo ha sempre agito nel rispetto rigoroso della costituzione e dello statuto della Provincia autonoma di Bolzano - ha detto all'Ansa il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, rispondendo alla rivendicazione di Kompatscher -.  Evitiamo, in un momento così difficile e drammatico per i nostri territori e per il nostro paese, di fare strumentalizzazioni politiche. Lo dobbiamo a chi non c'è più. A Bolzano non ci sono più 272 persone. Non si tratta di un numero, ma sono storie di vita familiare. Penso che meritino rispetto".

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"Anche in Basilicata, Sicilia e in Sardegna hanno zero contagi, eppure non si sta lamentando nessuno - ha continuato Boccia -. Perché ci si sta tenendo per mano sapendo che ne usciamo se rafforziamo il sistema sanitario territoriale italiano che è diverso in 21 territori. Sto andando in giro, non faccio il ministro seduto alla scrivania. Ho visitato otto Regioni e presto verrò in Trentino. Tutto quello di cui Bolzano ha bisogno lo chieda e arriverà in tempo reale, come il presidente Kompatscher sa. Francamente eviterei discussioni politiche in questo momento volentieri. Ma se si entra nel merito allora bisogna essere chiari fino in fondo. Per queste ragioni nelle prossime ore metterò su carta tutte le scelte fatte in linea con la costituzione e con lo statuto autonomo che rispettiamo e difendiamo. Ma vorrei rispetto anche per tutto quello che lo Stato ha fatto e continuerà a fare".

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