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Telemedika: la Provincia ha chiesto indietro il 50% dei contributi

La Provincia autonoma di Trento - emerge dalla risposta del presidente Ugo Rossi a due interrogazioni di Maurizio Fugatti - ha chiesto la restituzione dell'anticipo del 50% del contributo concesso

Novità sul caso della società Telemedika, al centro dell'appalto sospetto da 138.000 euro dell'Azienda sanitaria per i servizi di telemedicina, finita sotto la lente della procura della Repubblica di Trento. La Provincia autonoma di Trento - emerge dalla risposta del presidente Ugo Rossi a due interrogazioni di Maurizio Fugatti - ha chiesto la restituzione dell'anticipo del 50% del contributo che era stato concesso alla Keynet srl attraverso l'Agenzia provinciale per l'incentivazione delle attività economiche per il progetto di ricerca 'Telemedika e Healt'. 

La somma complessiva era pari a 488.208,52 euro (per una spesa prevista in 941.439,40 euro). L'anticipo, 244.104,26 euro, era stato concesso previa acquisizione della poliza fideiussoria emessa da Axa. Successivamente, a seguito della cessione del ramo d'azienda, il contributo è stato trasferito da Keynet alla società Telemedika srl, che il 17 agosto 2015 ha presentato la voltura della fidejussione emessa da Axa in favore di Keynet. Tutte le obbligazioni derivanti dalla polizza sono state quindi trasferite da Keynet a Telemedika srl. La società però è poi fallita (21 giugno 2016), e sono state attivate le precedura di revoca dell'incentivo e la restituzione del 50% di contributo concesso. Il 24 agosto, Apiae, ha provveduto all'escussione della polizza fidejussoria emessa da Axa a garanzia dell'anticipo, e poco più di 2.700 euro per interessi legali.

Tra i dubbi posti da Fugatti con le sue interrogazioni, vi era quello relativo al fatto se l'Agenzia provinciale per l'Incentivazione delle attività economiche (Apiae) avesse controllato la compagine societaria di Keynet e constatato la presenza di società fiduciarie prima di erogare il contributo. E, in caso contrario, per quale ragione non si sia proceduto in tal senso e per quali ragioni si sia proceduto comunque all'erogazione del contributo. 

Rossi risponde che "Dato che la Sethi Engineering srl controllava il 12% del capitale sociale di Keynet, viste le quote di partecipazione di altri soci, il fatto che la Sethi operasse per i medesimi, non era rilevante per il calcolo della dimensione di impresa. Più in generale la partecipazione di uno o più soci nella Sethi non avrebbe modificato il livello di collegamento/controllo da parte dei singoli soci o digruppi di soci". Secondo Rossi, in conclusione, "Non sussitono quindi motivi ostativi alla concessione  di contributi a favore di imprese partecipate - in via indiretta ed in misura assolutamente marginale - da società fiduciarie.
 

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