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Cooperazione Internazionale, Dalzocchio (Lega): "Chi vuole può occuparsi dei trentini bisognosi"

Bufera sul Centro per la Cooperazione Internazionale dopo le dimissioni del presidente: licenziamento collettivo per 12 lavoratori

Bufera sul Centro per la Cooperazione Internazionale della Provincia autonoma di Trento. Il presidente Mario Raffaelli ha presentato, in una conferenza stampa pubblica, le proprie dimissioni in segno di protesta per i tagli promessi ed attuati dalla Giunta Fugatti.

Tagli che, tolto il vincolo di legge che obbligava la Provincia a destinare lo 0,1% del bilancio a progetti di solidarietà internazionale, porteranno il settore a ricevere un quarto dei finanziamenti attuali. Per l'anno in corso lo stanziamento, inizialmente pari a 1,3 milioni di euro, è stato decurtato di 300.000 euro, ma entro il 2022 la somma prevista si abbasserà fino a 350.000 euro.

La richiesta di poter evitare il licenziamento collettivo dei 12 lavoratori dell'ente, spiega il presidente Raffaelli, non ha ricevuto risposta. Cinque dipendenti provinciali in forze al Centro sono già stati richiamati per essere impiegati altrove.

L'assessore Achille Spinelli parla, ai microfoni del TGR Rai Trentino, di "transizione ad un nuovo modello", quello dei contributi da privati (che già oggi pesano sui progetti per il 30%), ma anche dell'intenzione della Giunta di "smagrire", questo il termine utilizzato, il comparto di lavoratori.

A difendere la scelta della Giunta è la consigliera della Lega Salvini Mara Dalzocchio che parla di "bufala" riguardo ad una presunta volontà di smantellare il Centro, salvo poi confermare che "chi vorrà fare del volontariato potrà comunque dedicarsi al sostegno degli anziani, dei diversamente abili e dei tanti trentini che si trovano in condizioni di bisogno".

Proteste dal PD del Trentino: "Sembra ora del tutto evidente che quello che Fugatti e la sua Giunta chiamano pragmatismo sia in realtà una sorta di furore ideologico che nasconde un approccio isolazionista che non appartiene alla tradizione e alla cultura trentina" scrivono il presidente del prtito Tonini e la segretaria Maestri.

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