Sabato, 18 Settembre 2021
Politica

Ss47, il viadotto dei Crozi e le cascate d'acqua e detriti: Zeni presenta un'interrogazione

Zeni (Pd): “necessario immaginare e mettere in pratica qualche rimedio per evitare che possa succedere qualcosa di irreparabile"

Un forte temporale a fine giugno ha colpito anche il Trentino e sul vecchio tratto di Valsugana, quello dove è stato deviato il traffico in seguito ai lavori di risistemazione del viadotto dei Crozi. Diversi i video e le immagini circolate in rete su quanto stesse accadendo: acqua e, pare, anche detriti cadevano dalla parete sulle auto. Era il 23 giugno e dopo pochi giorni il consigliere provinciale Luca Zeni ha presentato un'interrogazione per "l'evidente necessità di intervenire ulteriormente per mettere in sicurezza la zona".

Fenomeni non nuovi, a quanto pare. “È bastata una forte piovuta per formare delle vere cascate d’acqua e detriti che hanno invaso il vecchio tratto di Valsugana risistemato - afferma Zeni -. Del resto, la formazione in quel punto di rivi d’acqua nei mesi caldi e colate di ghiaccio d’inverno è un fenomeno conosciuto e osservato negli anni da tutti coloro che percorrono abitualmente il ponte dei Crozi”. Zeni ha quindi chiesto alla Provincia e all’Assessore competente come intendano affrontare il problema relativo a questo tipo di calamità. Inoltre, ha chiesto se possa essere immaginabile deviare l’acqua o predisporre una copertura oppure se non sia anche necessario chiudere la deviazione almeno nei giorni di pioggia e nel periodo invernale.

I lavori sul condotto dei Crozi che hanno portato alla chiusura dela strada e all'apertura del bypass sono iniziati a maggio e dureranno circa un anno e proprio per questo il consigliere sostiene essere "necessario immaginare e mettere in pratica qualche rimedio per evitare che possa succedere qualcosa di irreparabile".

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