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Solidarietà internazionale messa in discussione, Borga: no alla percentuale fissa

Vacilla il caposaldo della quota fissa, ad oggi lo 0,25% del bilancio provinciale ovvero 10 milioni di euro su 4,5 miliardi, da destinare a progetti di solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo. A rompere il tabù è Borga (Civica) con un disegno di legge che ha fatto molto discutere in consiglio provinciale

La riforma della legge sulla solidarietà internazionale, presentata con un ddl dal consigliere Rodolfo Borga (Civica Trentina) ha suscitato le reazioni più disparate oggi in consiglio provinciale. Borga propone infatti di rinunciare alla percentuale fissa, ad oggi lo 0,25% del bilancio provinciale, circa 4 miliardi e mezzo, ovvero 10 milioni di euro per il 2014, da destinare a progetti svolti in altri Paesi.

Nel rispondere al consigliere l'assessora competente, Sara Ferrari, ha ricordato che anche lo Stato ha fissato per la solidarietà internazionale una percentuale fissa dello 0,7%, ma si è detta disponibile ad aggiornare la legge provinciale del 2005 d'intesa con le associazioni evidenziando però il pericolo per il Trentino di "diventare un territorio chiuso in se stesso che si guarda l'ombelico".

A favore della proposta di Borga si sono schierati i consiglieri Mosna (gruppo Misto), Bottamedi (M5S), e l'autonomista Kaswalder che vorrebbe che una parte delle risorse destinate alla solidarietà internazionale fossero dedicate a combattere la crisi in casa. Più drastico Civettini della Lega secondo cui "tutti i fondi della solidarietà internazionale potrebbero essere usati qui per una sorta di Progetto 19". A sorpresa si è detto contrario alla proposta e favorevole al mantenimento della percentuale fissa il consigliere di Forza Italia Giacomo Bezzi.

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