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Manovra finanziaria provinciale, i sindacati: "serve innovazione anche nelle relazioni industriali"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Bilancio 2015. Cgil Cisl Uil: "Ora piena operatività di Sanifonds e Fondo di solidarietà" 


Iniziato il dibattito sulla finanziaria provinciale per il 2015. Il presidente Rossi illustra la manovra denunciando la scarsa vitalità del sistema produttivo. Burli, Pomini e Alotti: "Bene puntare su riduzione fiscale e scuola, ma le imprese innovino anche nelle relazioni industriali" 

È iniziato stamane con la relazione del presidente Ugo Rossi il dibattito in consiglio provinciale sulla manovra finanziaria e sul bilancio di previsione per il 2015 della Provincia autonoma di Trento. Un bilancio in contrazione per la finanza pubblica dell'Autonomia che nei prossimi anni, anche in virtù della compartecipazione al risanamento dei conti pubblici statali, dovrà fare i conti con saldi risicati rispetto ad un tempo. 
«Dovremo fare di più con meno - ricordano i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti - perché le risorse del bilancio si ridurranno ulteriormente. Tutti dovranno remare nella stessa direzione e dare una mano per rinsaldare la crescita economica del nostro territorio, senza la quale non sono a rischio solo le finanze pubbliche provinciali, ma lo stesso benessere delle future generazioni. Non possiamo permettercelo». 
Cgil Cisl Uil hanno accolto quindi l'avvertimento del presidente Ugo Rossi che nella relazione di stamani in piazza Dante ha ricordato la scarsa vitalità del sistema produttivo. "In questi ultimi anni - ha affermato Rossi - la capacità del Trentino di produrre ricchezza è calata in maniera preoccupante, fino a raggiungere livelli che possiamo definire di guardia".
«Tutti - rispondono i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino - debbono sentirsi parte in causa e nessuno può pensare di accollare le responsabilità di questa situazione ad altri. Politica, enti locali, sindacati ed imprenditori - ciascuno per la propria parte - debbono lavorare insieme per aumentare la competitività del Trentino, senza stravolgere le politiche attuate in questi ultimi anni. Ora bisogna ripartire dal protagonismo delle parti sociali affinché dentro le imprese e nel mercato del lavoro si riesca ad aumentare la produttività in ogni settore. Lo stesso obiettivo deve essere perseguito nella pubblica amministrazione e negli enti locali». 
Per i sindacati infatti è condivisibile puntare su riduzioni del carico fiscale, qualificazione del welfare per il lavoro, istruzione. «Ma tutto questo non basta - concludono i sindacati - se non si innovano anche le relazioni tra lavoratori ed imprese, in un sistema che, attraverso la contrattazione, sappia mettere a frutto il capitale territoriale e le risorse investite in decenni su innovazione, scuola, internazionalizzazione, welfare. A questo proposito crediamo che oggi serva dare piena operatività a due tasselli come Sanifonds e Fondo di solidarietà territoriale. La Giunta nelle settimane scorse ci ha dato rassicurazioni sul fatto che verranno a breve convocate le parti sociali per attuare questi due strumenti inclusi nell'intesa dell'aprile scorso tra Provincia, sindacati e associazioni imprenditoriali. Ora ci attendiamo che il presidente Rossi passi dalle parole agli atti concreti». 

15 dicembre 2014

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