Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Emergenza sanitaria e scuole, Ianeselli risponde alle critiche di Merler

Ianeselli: «la situazione è grave, tanto che il Cts (Comitato tecnico scientifico) ha parlato non solo di scuole chiuse, ma di nuovo lockdown»

Il sindaco Franco Ianeselli e il consigliere Andrea Merler

Scuole chiuse o aperte? Questo uno dei temi più di battuti allo scoccare dell'anno dal primo lockdown nazionale. Il sindaco di Trento e la sua Amministrazione, come tutte del resto, valuta il da farsi giorno dopo giorno, ma la critica arriva sul fianco anche questa volta dal consigliere in opposizione Andrea Merler, che elogia le scelte della Giunta provinciale e critica pesantemente quelle della Giunta comunale. 

Merler contro Ianeselli-2

«Dispiace che il consigliere comunale Andrea Merler non sappia proprio argomentare senza insultare (la vicenda dei “sudici sudisti” docet)» scrive il sindaco Ianeselli sulla sua pagina di Facebook. «E dispiace ancora di più il fatto che il consigliere di centrodestra butti in caciara una questione drammatica, cercando forse un qualche ritorno politico. Non lo seguirò su questa strada, ma a scanso di equivoci faccio solo alcune precisazioni. Il Comune di Trento per garantire l'apertura dei nidi sta pagando di tasca propria i tamponi al personale. Assicurare alle famiglie un servizio che è essenziale significa anche lavorare per la sicurezza: altrimenti non si tratta di un servizio, ma di un azzardo. Aggiungo che la Giunta sta ragionando sui modi in cui il Comune può dare il proprio contributo alla campagna vaccinale. Sappiamo bene che ha poco senso chiudere le scuole e lasciare aperto tutto il resto: si rischia infatti di rinchiudere in casa gli studenti la mattina per poi vederli sciamare a gruppi il pomeriggio in giro per la città. Resta il fatto che la situazione è grave, tanto che il Cts (Comitato tecnico scientifico) ha parlato non solo di scuole chiuse, ma di nuovo lockdown. È una misura che nessuno desidera, come nessuno vuole tornare a contare i 20 morti di Covid al giorno dello scorso aprile né far collassare i nostri ospedali. Nessuna precauzione è eccessiva per salvare vite umane».

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