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Scontri a Roma, anche Kaswalder si dissocia. Opposizioni: "Da Fugatti silenzio ambiguo"

Il presidente del Consiglio provinciale condanna "con la massima fermezza" l'assalto alla sede della Cgil. Nessuna dichiarazione dalla Giunta

Anche il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Walter Kaswalder, esprime solidarietà alla Cgil dopo gli scontri di sabato 9 ottobre a Roma, culminati con l'assalto alla sede del sindacato. In una nota ufficiale, Kaswalder condanna "con la massima fermezza" la violenza, che "non è mai la soluzione e non deve albergare in nessun modo all'interno di un sistema democratico".

Parole che arrivano a due giorni dalla manifestazione nella Capitale (nella quale tra l'altro sono stati identificati anche alcune persone provenienti dal Trentino), e a 24 ore dal presidio andato in scena domenica davanti alla sede di Trento della Cgil. In circa 300 hanno manifestato nella sede di via Muredei. Presente anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli, che della Cgil provinciale è stato anche segretario.

"Chiediamo alla Giunta provinciale e a tutte le forze politiche trentine, a cominciare da quelle rappresentate in Consiglio provinciale, di prendere in modo netto ed incondizionato le distanze dalle organizzazioni che ieri hanno pensato e mosso l'attacco, rifiutando ogni dialogo con chi si fa veicolatore di messaggi e azioni violente", la posizione del Pd del Trentino. Punto che è stato ribadito anche dalla capogruppo in Consiglio provinciale Sara Ferrari: "Non si è visto nessuno del governo provinciale. C’eravamo in molti invece rappresentanti delle forze politiche di minoranza in Consiglio provinciale".

In tanti si sono apertamente dissociati dai fatti di Roma: "Come autonomisti condanniamo nel modo più assoluto ciò che è accaduto alla sede della Cgil di Roma e riteniamo che chi si è macchiato di simili azioni debba essere immediatamente escluso da qualsiasi partito politico o movimento" scrive il Patt in una nota. Anche Sinistra Italiana del Trentino esprime "solidarietà e vicinanza" alla Cgil e si associa ad Anpi nel richiedere che Governo e Ministro dell'Interno sciolgano "senza indugi tutte le organizzazioni di stampo fascista, nel rispetto della legge che ancora condanna l'apologia di fascismo". Al coro si sono uniti anche altre sigle sindacali, associazioni, esponenti della politica. Silenzio, almeno al momento, da parte della Giunta provinciale.

Scelta che sta attirando molte critiche, soprattutto dalle minoranze: "Brutta cosa l’assenza di un qualsiasi messaggio istituzionale di solidarietà alla Cgil da parte della Giunta Fugatti, e di presa di distanza da quanto successo a Roma, perché esprime un’ambiguità non degna di un ruolo pubblico che deve rappresentare tutti i cittadini trentini" ribadisce la consigliera dem Ferrari. Le fa eco anche Luca Zeni, che parla di un silenzio che "lascia esterrefatti", per una giunta Fugatti "di solito prolissa al limite del logorroico".

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