Pubblica amministrazione: previsti risparmi per 120 milioni l'anno

Via libera della prima commissione al Piano di riorganizzazione della struttura provinciale: il 15% del personale della Provincia andrà in pensione nei prossimi cinque anni. Solo uno su cinque sarà sostituito

La Prima Commissione permanente ha espresso parere favorevole (4 sì di Anderle, Ferrari, Firmani e Dallapiccola, 3 no di Borga, Penasa e Savoi) al Piano quinquennale di miglioramento della pubblica amministrazione provinciale, lanciato dalla Giunta Dellai. L’assessore Mauro Gilmozzi – assieme al direttore generale della Provincia, Ivano Dalmonego - ha illustrato il piano: una declinazione trentina degli obblighi imposti dal decreto legge nazionale sulla spending review. Gilmozzi ha presentato un dossier (scarica il Piano di miglioramento) che descrive gli interventi, facendo alcune importanti precisazioni.

Entro il 31 ottobre le azioni concrete in ogni settore del piano verranno esplicitate. Per tutto il 2013 verrà data attuazione al piano, che secondo l’assessore non avrà effetti depressivi insostenibili per il sistema Trentino. Per almeno 5 Dipartimenti provinciali del settore economico già entro settembre sarà pronto il piano concreto di riorganizzazione, che verrà presentato alle organizzazioni sindacali. Gli esuberi saranno utilizzati per coprire i vuoti creati in altri settori dal blocco del turn over. Un blocco che sarà selettivo: solo 1 dipendente della Provincia Autonoma su 5 - escluso il settore scuola - verrà sostituito al momento della pensione. Il blocco riguarda il personale della Provincia, in cui si prevede un 15% di fuoriuscite per pensionamento nel prossimo quinquennio.
 
Il risparmio per le casse provinciali  sarà di almeno 120 milioni di euro l'anno (150 lordi), con l’obiettivo di ridurre il costo della pubblica amministrazione del 10%. Il problema vero è che in Trentino l'ente pubblico rappresenta una fetta consistente e decisiva dell'offerta lavorativa, oltre che una bella fetta di Pil, il 15%. "Quindi stiamo lavorando su un settore strategico per l’economia trentina tutta e per ricreare le condizioni di una sua nuova competitività - ha detto Gilmozzi -. Ridurre la burocrazia significa limitare i costi dell’azienda per i cosiddetti white collar (i colletti bianchi), che in Italia sono doppi rispetto ad esempio alla Germania".
 

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