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Cura dimagrante ai dipartimenti provinciali: da 15 a 10

Previsti una direzione generale, dieci dipartimenti e l'avvocatura. Ora sono 19 strutture di primo livello, cioè 15 dipartimenti e 4 agenzie. I sindacati: "Il lavoro dovrebbe rimanere collegato all'ambito economico"

Una direzione generale, dieci dipartimenti e l'avvocatura. Netta distinzione fra i dipartimenti di staff (tre più l'avvocatura), che si occuperanno degli affari legali, della gestione del personale e  degli affari finanziari, e quelli "di linea", di carattere operativo. Un raccordo più stretto fra agenzie e dipartimenti; i direttori generali di questi ultimi avranno un ruolo significativo nella governance delle società di sistema collegate. Questa in sintesi la nuova architettura amministrativa della Provincia, profondamente diversa da quella precedente, che prevedeva, assieme al segretario generale e all'avvocatura, 19 strutture di primo livello, ossia 15 dipartimenti e 4 agenzie.

Da un lato l'obiettivo è di "semplificare e razionalizzare la macchina amministrativa, conseguendo un risparmio delle spese di back office del 10% circa; dall'altro quello di accrescere l'efficienza della struttura provinciale, in tutte le sue articolazioni, e non da ultimo di inserire all'interno dello staff giovani "ad alto potenziale" provenienti dal mercato. La ristrutturazione  si lega inoltre al processo di riforma istituzionale che ha portato alla nascita delle Comunità di valle, che vanno progressivamente a gestire funzioni prima in capo alla Provincia".
 
Quattro le linee lungo le quali si muove il progetto di riorganizzazione: governance più razionale, in cima alla quale abbiamo il direttore generale,  seguito da  dirigenti di dipartimento, che potranno anche dar vita a progetti interdipartimentali senza essere vincolati alle attuali rigidità interne alla struttura; semplificazione e flessibilizzazione di strutture, procedure e funzioni, accrescendo la mobilità interna e eliminando strozzature e duplicazioni; potenziamento di risorse e competenze, anche con l'inserimento di giovani "ad alto potenziale" e una maggiore attenzione alla formazione interna; potenziamento delle funzioni di pianificazione , di controllo e di responsabilizzazione della dirigenza sul raggiungimento degli obiettivi.
 
Per quanto riguarda i dipartimenti, questa la loro articolazione: dipartimenti di staff: affari istituzionali e legislativi; organizzazione del personale; affari finanziari, avvocatura della Provincia.I dipartimenti  "di linea": protezione civile; urbanistica, ambiente e foreste; agricoltura, turismo, commercio e promozione; industria e artigianato; lavori pubblici, infrastrutture e mobilità; welfare; istruzione, università, ricerca e cultura.
 
"Il lavoro è uno dei fondamentali fattori della produzione di beni e servizi e quindi della creazione del valore e della ricchezza collettiva di un territorio. In questo senso è strettamente intrecciato ai diversi aspetti delle attività economiche e produttive, piuttosto che a quelli della redistribuzione garantita dalle politiche di welfare e dall'assistenza sanitaria. Coerentemente a questo assunto, anche all'interno del generale riassetto della macchina amministrativa della Provincia autonoma di Trento, a nostro avviso il lavoro dovrebbe rimanere collegato all'ambito economico, commentano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino.
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