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Comunità di valle, guida al referendum del 29 aprile

Si voterà dal termine delle operazioni preliminari, che verranno avviate alle 6 del mattino, fino alle 22 di domenica. La consultazione sarà valida se voterà la maggioranza degli aventi diritto al voto

Il referendum per l'abrogazione delle Comunità di valle indetto dalla Lega Nord si terrà domenica 29 aprile. Lo ha decretato il presidente della Giunta provinciale Lorenzo Dellai. Si voterà dal termine delle operazioni preliminari, che verranno avviate alle 6 del mattino, fino alle 22 di domenica. La consultazione sarà valida se voterà la maggioranza degli aventi diritto. 

Il quesito 
Ha per titolo "Abrogazione delle comunità di valle" e riguarda gli articoli 14, 15, 16, 17, 17 bis, 18 (limitatamente al comma 1) e 21 della l.p. n. 3 del 2006. Si tratta della legge provinciale istitutiva del nuovo ente intermedio. In sostanza il referendum di tipo abrogativo propone con il "sì" di cancellare le norme ordinamentali che sono a fondamento delle Comunità di valle e consentono la sua vita e quella dei suoi organi. 
 
I proponenti
La legge prevede che il referendum sia proposto da un comitato di almeno 10 componenti. Nel caso specifico, il primo proponente è stato Maurizio Fugatti, segretario della Lega Nord trentina, il referente del comitato è invece Vittorio Bridi, consigliere comunale del Carroccio a Trento. Il comitato conta esattamente dieci componenti.
 
Il quorum 
Per l’approvazione della proposta di abrogazione è necessario che partecipi alla consultazione la maggioranza (50%+1) degli aventi diritto al voto (elettori) e che abbia votato per il "SI" la maggioranza di coloro che sono andati a votare.
 
L'ente 
Istituite con legge provinciale nel 2006, le Comunità di valle di cui si propone la soppressione hanno superato i vecchi Comprensori. Sono 14 (più il Territorio della Val d'Adige e il Comun general de Fascia, realtà a se stante). Nell'ottobre 2010 - per la prima volta - il 44,47% dei trentini aventi diritto votarono ed elessero i presidenti delle Comunità e la quota elettiva dell'assemblea delle Comunità (la quota rimanente è stata formata per nomina da parte dei Comuni).
 
Gli effetti del referendum 
La Commissione per il referendum ne proclamerà l'esito in pubblica adunanza, seguirà poi la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione con provvedimento del Presidente della Provincia. In caso di approvazione del referendum, le norme indicate nel quesito referendario saranno abrogate e si verificherà nell'immediato un vuoto normativo, che il legislatore provinciale potrà colmare con nuove norme, eventualmente anche transitorie, da emanare nel rispetto del risultato referendario. Non v'è certezza sugli effetti concreti, ma pare assodato che le Comunità di valle non potrebbero più operare. Tecnicamente e teoricamente, il Consiglio provinciale potrebbe comunque approvare prima della data del voto una riforma delle Comunità di valle, che farebbe allora venir meno la consultazione referendaria.
 
Le urne 
Il referendum si terrà domenica 29 aprile, dentro la fascia 1° marzo-30 aprile prevista dalla legge provinciale in tema di referendum. La data è stata stabilita dal Presidente della Giunta provinciale Lorenzo Dellai con proprio decreto n. 17 del 10 marzo 2012. Si voterà dal termine delle operazioni preliminari, che verranno avviate alle 6 del mattino, fino alle 22 di domenica. 
 
L'iter 
La commissione tecnica formata il 18 ottobre 2011 dall'Ufficio di presidenza del Consiglio provinciale per avvalorare l'iter di indizione del referendum abrogativo era composta dal professor Paolo Giangaspero - presidente - dal professor Maurizio Manzin e dall'avvocato Maurizio Tosadori. Il 16 dicembre 2011 la commissione ha giudicato ammissibili i due quesiti referendari inizialmente proposti (il secondo, poi abbandonato dal comitato promotore, aveva per titolo "Abrogazione del Comun general de Fascia e delle disposizioni speciali per le popolazioni di lingua mochena e cimbra" e riguardava l'abrogazione dell'articolo 19 della l.p. n. 3 del 2006 e della legge n. 1 del 2010, Approvazione dello statuto del Comun general de Fascia). La commissione ha completato l'attività di controllo delle firme ed ha accertato che delle 9.192 firme dichiarate raccolte e depositate dai promotori (ne bastavano 8.000) sono risultate regolarmente autenticate e certificate n. 9.117 sottoscrizioni. E' quindi seguita l'indizione del referendum da parte del presidente Dellai.
 
I costi tecnici del referendum 
Due milioni di euro saranno prelevati dal fondo di riserva della Pat. Lo prevede la relativa deliberazione del presidente Lorenzo Dellai, approvata il 9 marzo 2012 dalla Giunta provinciale e che modifica il bilancio di previsione per l'esercizio 2012 e il bilancio pluriennale 2012 - 2014.
 
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