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Referendum anti-orso: la Lega ci riprova

Dopo la bocciatura da parte della Commissione la Lega Nord riformula il quesito e torna a chiedere che sia la popolazione ad esprimersi riguardo alla gestione dell'orso in Trentino. Venti giorni di tempo per l'approvazione, poi tre mesi per la raccolta firme

"Volete che la Provincia autonoma di Trento assuma le iniziative necessarie per contenere il numero degli orsi presenti in liberta' nel territorio provinciale in ragione della capacita' portante dell'ambiente e tenuto conto del carico antropico presente, delle attivita' umane, della confermazione del territorio, nonche' della prevenzione dei rischi per il patrimonio e cio' attraverso interventi cumulativi, di radiocollaraggio, sterilizzazione, cattura con capitazione finalizzata alla traslocazione?". La Lega Nord cambia  il quesito e torna  alla carica per chiedere un referendum sulla presenza dell'orso in Trentino.

Dopo la bocciatura del quesito presentato la scorsa volta (nel quale venivano tirate in ballo  competenze statali, provinciali, ed europee) il carroccio non si arrende e prosegue la battaglia, riscuotendo chiaramente un forte consenso  popolare, sostanzialmente per chiedere che la  Provincia possa  abbattere, al bisogno, gli esemplari "molesti" che pure appartengono ad una specie protetta. Ora ci saranno venti giorni di tempo, da parte della Commissione, per  accogliere o rigettare il quesito. Se dovesse esserci il via libera la Lega avrà tre mesi di tempo per raccogliere le  8000 firme necessarie. In questo caso  il referendum potrebbe tenersi già nella prossima  primavera. 

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