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Sanità, punti nascita: approvata la nuova rete provinciale

Rimarranno nelle strutture ospedaliere di Trento, Rovereto, Cles e Cavalese. Chiusura annunciata da tempo per Tione, il servizio di Arco terminerà il 1° di agosto

La Giunta provinciale, su indicazione dell'assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, ha approvato la rete provinciale dei punti nascita nelle strutture ospedaliere di Trento, Rovereto, Cles e Cavalese, stabilendo contestualmente la cessazione del punto nascita di Arco a partire dal 1 agosto e confermando la cessazione dell'attività del punto nascita di Tione dal 23 maggio scorso.

Il dibattito si è sviluppato soprattutto in ordine alla possibilità di derogare alle norme nazionali riguardanti la soglia minima di attività di 500 parti l'anno fissati dal ministro Beatrice Lorenzin, al di sotto della quale i punti nascita interessati devono cessare l'attività. 

I punti nascita di Cles e Cavalese vengono mantenuti in attività e finalizzati esclusivamente all'attività di ostetricia, che verrà garantita dall'ospedale di Rovereto, ferma restando la libertà di scelta della gestante. Tutti i servizi assistenziali durante la gravidanza e dopo il parto saranno forniti dal Centro di procreazione medicalmente assistita di Arco (Pma), che dovrà definire con l'unità operativa cure primarie del 'Distretto Sud' le modalità organizzative. Il Centro di Pma assorbirà anche l'attività specialistica ginecologica in regime ambulatoriale e di degenza.

Il punto nascita di Tione ha cessato l'attività con il 23 maggio scorso e l'attività è garantita dall'ospedale di Trento, ferma restando la libertà di scelta della gestante. Dei servizi assistenziali durante la gravidanza e dopo il parto si occuperà il Consultorio di Tione, coordinato.

La Provincia ha quindi dato mandato all'Azienda sanitaria di presentare entro agosto un piano di adeguamento a garanzia della presenza sulle 24 ore delle figure professionali previste: cioè ginecologo, anestesista, pediatra ed ostetrica. Apss dovrà anche definire un protocollo di cooperazione con la terapia intensiva neonatale dell'ospedale di Bolzano per la gestione di particolari situazioni di emergenza dell'ospedale di Cavalese.

Si dovranno inoltre pianificare azioni nella Comunità di Fiemme e Fassa e della Val di Non e di Sole, attraverso il percorso nascita territoriale, per le gravidanze a basso rischio per raggiungere il numero di parti stabilito dal Comitato percorso nascita nazionale per Cavalese e per Cles.

Fra gli indirizzi assegnati all'Apss, anche quello di valutare modalità di accoglienza - anche ricorrendo a strutture ricettive esterne - di un accompagnatore della gestante e, se del caso, della gestante stessa che sono residenti nei Comuni del territorio provinciale che meritano particolare attenzione in relazione alle distanze e alle condizioni di traffico, e questo sia durante il periodo del parto, sia in seguito ad altri eventi occorsi durante la gravidanza

"Diamo oggi definitiva configurazione dei punti nascita in Trentino, basata su quattro strutture, ma anche sulla rete di operatori che affiancano le donne in stato di gravidanza in quello che abbiamo strutturato come percorso nascita territoriale. Mettiamo in sostanza dei punti fermi, a garanzia delle donne in stato di gravidanza, potenziando il protocollo previsto per il trasferimento degli interventi urgenti, assicurando l'assistenza ostetrica notturna nelle Comunità delle Giudicarie e dell'Alto Garda e Ledro e garantendo alle donne un'adeguata accoglienza, tutela e ospitalità negli ospedali di Trento e di Rovereto, anche valutando modalità di accoglienza di un accompagnatore della gestante", ha dichiarato l'assessore Zeni.

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