Centro congressi al Muse: lo acquista la Provincia per 30 milioni?

Il consigliere Luca Zeni (Pd) chiede chiarimenti in merito alla ventilata acquisizione, da parte di Patrimonio del Trentino, di un centro congressi con auditorium di 400 posti nelle vicinanze del Muse

Il consigliere Luca Zeni, presidente del gruppo consiliare provinciale del Pd, ha presentato una interrogazione in cui chiede chiarimenti in merito alla ventilata acquisizione, da parte di Patrimonio del Trentino, di un centro congressi con annesso auditorium di 400 posti nelle vicinanze del Muse.

Il privato che sta realizzando l’intero progetto sull’area ha previsto anche la costruzione di un centro congressi con un auditorium di 400 posti, evidentemente ritenendolo funzionale al complesso dell’offerta residenziale e culturale dell’intera area. Sulla base di notizie e “rumors”, provenienti da ambienti solitamente bene informati, risulta che la Provincia stia valutando l’acquisto del centro congressi, per una cifra pari a 30 milioni di euro, per collegarlo al Muse. Una scelta che - scrive Zeni - "appare molto discutibile".
 
"In primo luogo perché la situazione finanziaria del Paese sta avendo ripercussioni anche sulle risorse a disposizione della Provincia di Trento, la quale nei prossimi anni vedrà certamente una contrazione del proprio bilancio. Questo impone alla politica di selezionare con grande attenzione le priorità, e risulta discutibile che un centro congressi da 30 milioni di euro rientri tra tali priorità - dice Zeni - In secondo luogo la linea che l’ente pubblico dovrà seguire, sempre più, in tutti i settori per i prossimi anni, sarà di stimolare l’impresa privata, riducendo una presenza pubblica che spesso ha sopito lo spirito di iniziativa imprenditoriale".
 
Zeni conclude argomentando che "un centro congressi a Trento, poi, finirebbe inevitabilmente con entrare in competizione con il vicino centro congressi/fieristico di Riva del Garda la cui proprietà è per il 57%  costituita da aziende di natura pubblica (Lido di Riva del Garda S.r.l., Trentino Trasporti S.p.A. e Ingarda Trentino S.p.A.). Si rischia quindi di creare un doppione del centro rivano, con due strutture vicine che svolgono compiti simili, che si rivolgono più o meno alla stessa clientela, entrambi di proprietà pubblica. Un privato non si comporterebbe mai così".
 
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