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Protonterapia, segnalazione in procura e alla Corte dei conti

Un'interrogazione e la documentazione allegata prodotte dalla Lega saranno inoltrate alla Procura della Repubblica di Trento ed alla Corte dei Conti, per una verifica sulla liceità del percorso fatto finora e sulle spese

Il gruppo consiliare Lega Nord Trentino, con primo firmatario il consigliere Claudio Civettini, ha presentato oggi un'interrogazione sul percorso ormai decennale della struttura per la Protonterapia, interrogando la Giunta.  L’interrogazione e la documentazione allegata saranno inoltrate alla Procura della Repubblica di Trento ed alla Corte dei Conti, per una verifica sulla liceità del percorso fatto finora e sulle reali voci di spesa a motivare gli ingenti quantitativi di denaro utilizzati finora.

In aggiunta, vi è il fatto che dal primo gennaio 2012 la Giunta provinciale ha trasferito il personale di AtreP (Agenzia Provinciale per la Protonterapia, istituita con legge finanziaria nel 2005) all’Azienda Sanitaria, "con un opportunismo, pare, fuori dal comune e fuori tempo per quelli che sarebbero gli investimenti nel campo della prevenzione e della cura oncologica e in piena crisi generale ma, soprattutto, in piena evoluzione scientifica sul tema specifico".
 
"Questa scelta sembra avere generato, all’interno della stessa Azienda Sanitaria, un’autonoma unità operativa specifica - spiega una nota del partito - Si tratta di una decisione non tanto a sorpresa perché sembrerebbe ormai evidente che la politica, in provincia di Trento, ha la supponenza di dare indirizzi industriali agli imprenditori, legando ai primi i benefici dei secondi. Anche in campo sanitario, sembrerebbe che la struttura e la gestione politica scelgano per le scienze, anche in campo medico, generando forse qualche confusione e incongruenza con l’attualità e il futuro scientifico".
 
"Tra gli interrogativi anche se non appaia strano che a gestire un progetto prettamente medico sia stato esclusivamente un fisico che, sembra non si sia curato di quali progressi abbia fatto la medicina in questi dieci anni, né abbia chiesto pareri o promosso studi e ricerche biologiche, come è stato fatto per esempio dagli americani, promuovendo lo studio comparativo allegato all’interrogazione, eseguito dalla Società Americana di Radioterapia; sembrerebbe quasi plausibile avanzare l’ipotesi che si sia perseverato per quasi dieci anni nello studio di un settore specialistico tanto in discussione da essere forse sorpassato da nuove sperimentazioni e teorie".
 
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