Prima proposta dei cittadini discussa in consiglio comunale

Entro il 5 dicembre sarà discussa dal Consiglio Comunale la prima "proposta di delibera" dei cittadini sul "Quorum Zero"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Entro il 5 dicembre dovrà essere discussa dal Consiglio Comunale di Trento la prima "proposta di delibera" presentata dai cittadini. Si tratta di una proposta di iniziativa popolare sottoscritta da 1900 cittadini trentini che in questo caso riguarda l'eliminazione del quorum dai referendum comunali. L'iniziativa è prevista dall'art. 6 del "Regolamento sugli Istituti di Partecipazione Popolare" del Comune di Trento.

L'iter prevede l'obbligo di discussione da parte del Consiglio Comunale entro 3 mesi dal deposito delle firme, avvenuto il 5 settembre. Successivamente la proposta è stata presentata dai rappresentanti dei firmatari in Commissione Statuto e in Commissione Trasparenza che porteranno il loro parere al Consiglio Comunale.

Sul sito del Comune di Trento, nonostante sia presente una sezione dal titolo "sono qui presenti le convocazioni ed i verbali di ogni singola seduta a partire da maggio 2011″, non è possibile trovare i verbali delle sedute delle Commissioni, che però il comitato promotore "Quorum Zero a Trento" mette a disposizione sul proprio blog assieme alle spiegazioni e motivazioni della proposta: https://quorumzerotrento.wordpress.com

Tra le "chicche" che si possono trovare sui verbali ufficiali del Comune ci sono anche frasi del tipo: "la motivazione dei proponenti per la quale la democrazia va a rotoli e si deve ricorrere a strumenti di democrazia diretta non è sufficiente". Leggere per credere.

Dal sito del comitato promotore si apprende che molto probabilmente "il Consiglio non approverà la proposta dei cittadini, motivandola dicendo che è necessario aumentare contemporaneamente le firme da raccogliere per fare richiesta di referendum (vorrebbero passare da 2000 a 5000!). Ricordiamo brevemente che a livello nazionale le firme necessarie per richiedere un referendum sono l'1% degli aventi diritto, mentre le 2000 firme di Trento corrispondono già al 2,2%. Arrivare a 5000 non sarebbe giustificabile (e favorirebbe solo i referendum promossi dai partiti). Inoltre a livello locale non è previsto l'obbligo di avere un quorum, è un vincolo che viene deciso unicamente dal Comune. In Trentino ci sono già altri Comuni senza quorum."

Sarà interessante vedere se nel frattempo la situazione si modificherà e se ci sarà un minimo di dibattito sui quotidiani locali. Per il momento il comitato promotore invita i concittadini trentini a presentarsi in massa il giorno della discussione, per dare un chiaro messaggio di partecipazione e di voglia di maggior apertura verso i cittadini.

 

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