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Vigili urbani con la pistola anche durante il turno di giorno

Il consiglio comunale esamina il nuovo regolamento: rispetto al passato la polizia locale avrà in dotazione l'arma da fuoco anche nel corso dei servizi diurni, non più soltanto nel corso dei turni di notte

E’ stata interamente dedicata all’esame delle modifiche del regolamento di polizia locale la seduta del Consiglio comunale.

I cambiamenti più significativi riguardano l'estensione della dotazione dell'arma agli agenti delle pattuglie in auto e moto, anche durante il servizio diurno. Fino a questo momento, infatti, la pistola era prevista soltanto per i servizi notturni. La modifica risponde anche ad un ordine del giorno votato dall'aula nel dicembre del 2010.
 
Il regolamento è molto preciso sulla questione, come ha spiegato il sindaco: l’arma potrà essere usata solo per fronteggiare situazioni di emergenza (indicate nel testo) e, comunque, verrà custodita in appositi armadietti blindati presso la sede del comando. Per gli agenti che l’avranno in dotazione è previsto il rafforzamento delle visite mediche specialistiche per verificare la loro idoneità psicofisica al porto d'armi.
 
Il confronto, però, ha rischiato di non partire per la richiesta di sospendere la discussione della delibera avanzata dalla consigliera Gabriella Maffioletti di Insieme per Trento. Proposta però respinta dal sindaco Andreatta.
 
A favore dell’estensione si sono schierati i gruppi di centrodestra con gli interventi di Manfred de Eccher, Antonio Coradello e Paolo Dal  Rì del Pdl e Vittorio Bridi della Lega Nord; il consigliere Claudio Cia della Civica per Trento, invece, ha manifestato alcune perplessità.
 
Più articolata la posizione nella maggioranza. Alcuni consiglieri (Paolo Serra e Nicola Salvati del PD, Marco Patton dell’Upt, Lucia Coppola dei Verdi) sostenuti dal consigliere d’opposizione Francesco Porta di Rifondazione hanno presentato un emendamento per stralciare la previsione dell’estensione dell’arma. Diversa la posizione dei loro colleghi di coalizione come Dario Maestranzi (Leali), Franco Micheli (Upt), Salvatore Aliberti (Upt) e Ruggero Purin (Pd) che con sfumature diverse hanno dichiarato di condividere modifica.
 
Ancora due punti hanno animato il confronto, l’adozione dei gradi ucraini al posto degli attuali e la proposta, condivisa in maniera trasversale da molti consiglieri, di estendere l’età massima per l’accesso al corpo, dagli attuali 35 anni a 40 anni. Si andrà al voto nella prossima seduta.
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