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Patto di stabilità: dalla Regione a Roma 120 milioni in tre anni

Il Patto di stabilità peserà sulle finanze regionali per 62,6 milioni nel 2014 e 64,9 milioni dal 2015 al 2017. Dal 2018 si scende a quota zero per effetto della eliminazione del Patto stesso

Il Patto di stabilità peserà sulle finanze regionali per 62,6 milioni nel 2014 e 64,9 milioni dal 2015 al 2017. Dal 2018 si scende a quota zero per effetto della eliminazione del Patto di stabilità. Lo ha detto il presidente Ugo Rossi presentando il bilancio in Consiglio regionale. Parlando di accantonamenti, invece, Rossi ha detto che nel 2014 si prevede un impegno di 39,8 milioni. Dal 2015 questi accantonamenti richiesti dallo Stato saliranno a 40,1 milioni. Tuttavia, dal 2019, l'accordo prevede il venire meno delle riserve all'erario e quindi la cifra degli accantonamenti si attesterà sui 15,1 milioni. "Il risultato che Trento e Bolzano hanno portato a casa nella trattativa con Roma, che credo si possa oggettivamente definire positivo, sarebbe sicuramente stato diverso e meno importante, se avessimo lavorato ognuno per conto suo, senza una strategia unitaria”, ha commentato Rossi.

Il documento contabile pareggia sulla cifra di 521.723.600 euro. Le entrate sono pari ad euro 461.802.000 a cui si aggiungono euro 59.921.600 che derivano da avanzo di esercizi precedenti. La maggior parte delle risorse del bilancio regionale sono destinate alle politiche sociali e alla previdenza. “L’obiettivo - ha spegato Rossi -  è quello di utilizzare al meglio le risorse a disposizione, attraverso strumenti che, nel rispetto delle leggi regionali, consentano di adattarle e di indirizzarle nella direzione delle politiche sviluppate dalla due Province autonome, evitando sovrapposizioni”.

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