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PD in salsa trentina: nasce il partito "confederato"

Il PD in Trentino potrebbe diventare PDT ed il vecchio partito dovrà rispettare la clausola di non presentare liste concorrenti al partito confederato

"Un partito capace di agire al contempo sul piano provinciale, con proprie regole, propri tempi, propri processi organizzativi e con piena autonomia politica" è questa l'immagine del "nuovo" Partito Democratico del Trentino (la denominazione è vecchia ma la sigla PDT è sottolineata per la prima volta nel comunicato ufficiale) che emerge dal documento approvato dall'Assemblea provinciale del partito. Un partito federato, com'era già stato ipotizato qualche mese fa, all'indomani del referendum.

Una decisione che risente sicuramente della scadenza elettorale locale: "Le sfide elettorali che abbiamo di fronte, tanto quelle nazionali (con la necessità di dare piena forma al discorso coalizionale nelle candidature ai collegi uninominali di Camera e Senato) quanto quelle provinciali, saranno il banco di prova sul quale ridisegnare il PD del Trentino, innovarne la forma partito e le modalità dell’agire politico" si legge nel documento.

Un'innovazione resa possibile dallo Statuto dello stesso PD, richiamato all'articolo 11 ("Forme speciali di autonomia per rispondere a peculiari esigenze territoriali, in via sperimentale o permanente, possono essere richieste dalle Assemblee regionali o dalle Assemblee provinciali di Trento e Bolzano con la procedura prevista per la revisione dei propri Statuti") e soprattutto all'articolo 13 dove si parla di "rinuncia", in caso di accordo confederativo, a presentare liste proprie. Una clausola che farebbe pensare alla creazione di un nuovo partito, pur confederato con il vecchio. 

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