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Sfiducia a Speranza bocciata, hanno votato contro anche Lega e Forza Italia

La mozione era stata presentata dal partito di Giorgia Meloni. Il centrodestra propone una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia

La mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Salute, Roberto Speranza, presentata da Fratelli d'Italia in merito all'inchiesta sul mancato aggiornamento del piano pandemico, è stata respinta in Senato. Come riporta Today, sui 253 votanti, la mozione ha ottenuto 221 voti contrari e 29 favorevoli. Gli astenuti sono stati tre. L'Aula del Senato ha successivamente respinto anche la mozione di sfiducia presentata dal senatore Gianluigi Paragone (Italexit) contro Speranza. A votare "no" sono stati 206 senatori, a favore 29, due astenuti. Stesso destino per la mozione presentata da Mattia Crucioli di "L'alternativa c'è".

Le tre mozioni erano state discusse in Senato nella mattinata di mercoledì 28 aprile e poi, dalle 14, sono iniziate le votazioni. Anche Lega e Forza Italia, spesso critiche nella gestione dell'emergenza da parte del ministro della Salute, hanno votato contro la mozione di sfiducia presentata dal partito di Giorgia Meloni. «Il centrodestra di governo ha fiducia in Mario Draghi. Riteniamo improduttivo il ricorso a mozioni di sfiducia individuali e proponiamo fin da oggi una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia» si legge in una nota congiunta.

«Nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare che il nemico è il virus e che dovremmo essere più uniti che mai nel combatterlo, evitando di cadere nella tentazione di utilizzare la lotta alla pandemia per ragioni strumentali» ha affermato Speranza. «È con amarezza che vedo nelle ultime settimane prevalere invece lo scontro politico» ha affermato ancora Speranza, difendendo la sua azione di governo «spesso anche alimentando un linguaggio di odio che non può mai essere accettato. Si afferma il tentativo di sfruttare l’angoscia di tanti italiani per miopi interessi di parte. Questo è profondamente sbagliato, perché produce danni enormi, non a me o al Governo, ma all’intero Paese che invece deve restare unito in un passaggio così delicato».

Il ministro della Salute ha poi sottolineato che che «il Paese deve restare unito in un passaggio così delicato. Questo ci ha chiesto il presidente Mattarella quando ha proposto a tutti noi di sostenere il nuovo governo Draghi. Questo ho sempre ribadito in ogni mio intervento in Parlamento e questa rimarrà sempre la mia linea: unità, unità, unità!».

E poi: «Il mancato aggiornamento del Piano pandemico antinfluenzale» ha precisato Speranza «è un tema che va affrontato con grande serietà, evitando di piegarlo alla polemica politica, come purtroppo avvenuto nelle ultime settimane. Anche perché è un tema che viene da lontano. Tutte le mozioni sottolineano come il Piano non sia stato aggiornato secondo le linee guida dell'Oms per molti anni».

Secondo Speranza, le mozioni «fanno dunque riferimento a 180 mesi durante i quali si sono alternati ben 7 governi, con diverse maggioranze parlamentari» ha evidenziato il ministro. «Tutti i gruppi di quest'Aula, compresi quelli che hanno sottoscritto le mozioni oggi in discussione, hanno sostenuto alcuni di questi governi. Troppo facile oggi far finta di non vedere. Io ho fiducia e rispetto per il delicato lavoro che sta svolgendo la magistratura. Credo fermamente che chiunque, nessuno escluso, chiunque abbia avuto responsabilità in questi mesi così difficili dai vertici dell'Oms fino al sindaco del più piccolo Comune, debba essere pronto a rendere conto delle proprie azioni. Questa è la forza e la bellezza di una grande democrazia come la nostra».

«Io sono in carica da settembre 2019. Adesso il Piano pandemico aggiornato c’è» ha aggiunto ancora il ministro. «Quanto, invece, alle responsabilità politiche, non sono io a dovermi difendere». Un lungo applauso ha salutato la fine del discorso di Speranza. In piedi tutti i senatori di centrosinistra, applausi anche dai banchi del centrodestra.

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