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Mozione della Lega Nord: "Abrogare le Comunità di valle"

Civettini chiede di riequilibrare "i ruoli irrinunciabili dei Comuni, mettendoli al centro del sistema amministrativo, favorendone la messa in rete a fronte di un'azione relativa all'analisi critica dell'erogazione dei servizi"

Abrogare le Comunità di valle, istituite con la riforma istituzionale provinciale del 2006 e entrate in vigore da poco più di un anno. E' l'intento della mozione presentata da Claudio Civettini (Lega Nord), in cui si chiede di riequilibrare "i ruoli irrinunciabili dei Comuni, mettendoli al centro del sistema amministrativo locale, favorendone la messa in rete a fronte di un’azione relativa all’analisi critica dell’economicità dell’erogazione dei servizi".

Il documento del consigliere provinciale prende spunto dalle dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal senatore del Carroccio Sergio Divina, che aveva annuciato: "Leggendo il decreto Monti, presentato oggi al Senato, si può già affermare che le Comunità di Valle istituite in Trentino avranno vita breve. Non tanto per il referendum che la Lega Nord ha chiesto e andrà a svolgere nella prossima primavera, ma proprio per decreto legge del governo amico di Dellai".
 
Il riferimento di Divina è all'articolo 23, comma 20, del provvedimento Monti. Il quale recita: "La titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo esclusivamente onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettoni di presenza".  In Trentino le indennità dei rappresentanti delle 15 Comunità di valle ci costano ogni anno 1 milione e 328 mila euro.
 
Non essendo le Comunità di valle enti territoriali previsti in Costituzione, ricadono espressamente sotto la scure della manovra governativa; e non essendovi date per l’entrata in vigore di questa specifica norma, la stessa scatterebbe con l'entrata in vigore del decreto legge stesso, ossia dal 5 dicembre 2011. " A questo punto - aveva detto Divina - dubito che le Comunità di Valle possano arrivare alla prossima primavera per vedere l'esito del referendum, ma probabilmente saranno gli amministratori delle stesse a decretarne la sorte definitiva. E i nostri Comuni potranno finalmente tornare a respirare".
 
Un quadro che appare ben più d'una capziosa interpretazione della norma o di una boutade politica: tanto che lo stesso assessore Mauro Gilmozzi, che ha competenza proprio sugli enti locali, ha ammesso che un problema c'è e va verificato.
 
Alla luce di quanto sopra, Civettini ha quindi inviatio una mozione alla presidenza del Consiglio provinciale, sottolineando alcuni aspetti e chiedendo l'abrogazione delle quindici assemblee territoriali dallo schema istituzionale trentino: "Le Comunità, nate e vendute a costo zero, in realtà comportano notevoli spese di carica, di rappresentanza e d’istituto". E ancora: "Il presidente del Consorzio dei Comuni ha ripetutamente invitato la giunta provinciale a non attingere alle finanze dei comuni per finanziare il livello intermedio rappresentativo, definito Comunità di valle".
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