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Mobbing nel pubblico e nel privato: la legge arriva in Consiglio

Si annunciano tempi un po' più duri per i superiori rompi scatole che sfogano i loro drammi esistenziali sui sottoposti, magari ricattandoli sfruttando la posizione di potere che occupano (anche per raccomandazione o per grazia ricevuta)

Si annunciano tempi un po' duri per i superiori rompi scatole che sfogano i loro drammi esistenziali sui sottoposti, magari ricattandoli sfruttando la posizione di potere che occupano (anche per raccomandazione o per grazia ricevuta). La seconda commissione ha approvato il testo unificato per la “prevenzione e il contrasto dei fenomeni di mobbing, promozione del benessere organizzativo sui luoghi di lavoro e modificazioni della legge provinciale sulle pari opportunità”, che unifica i tre disegni di legge proposti da Sara Ferrari del Pd, Caterina Dominici del Patt e Salvatore Panetta dell’Upt. Quattro i voti a favore espressi per la maggioranza da Sara Ferrari e Luca Zeni del Pd, Caterina Dominici del Patt e Gianfranco Zanon dell’Upt. Astenuto Mauro Delladio del Pdl, unico esponente delle opposizioni presente ai lavori. 

I sei articoli del provvedimento sono stati quasi completamente modificati da un pacchetto di emendamenti sottoscritti dai tre firmatari – Ferrari, Dominici e Panetta – e predisposti d’intesa con la Giunta, rappresentata dall’assessore alle politiche sociali Ugo Rossi. Una pioggia di emendamenti che ha cambiato di molto la sostanza del provvedimento iniziale e ha provocato la piccata reazione dei leghisti Savoi e Civettini, che hanno abbandonato la sala della Commissioni di Palazzo Trentini. Ora il testo di legge unificato è atteso in aula il 6 e 7 marzo all’esame finale del Consiglio provinciale, il relatore di maggioranza in aula sarà Andrea Rudari del Pd.

La legge proposta agisce innanzitutto sul fronte della prevenzione del mobbing attraverso l’informazione ai cittadini e con corsi di formazione affidati all’Agenzia del lavoro e rivolti a lavoratori di enti pubblici e soggetti privati, ma anche a datori di lavoro, sindacati e operatori pubblici in genere. Viene poi istituito il coordinamento antimobbing, organismo tecnico di supporto alla Giunta provinciale, per monitorare la situazione dei luoghi di lavoro, valutare l’efficacia delle azioni promosse per contrastare il fenomeno, formulare proposte per nuovi interventi e servizi.

La Provincia si impegna inoltre ad informare il cittadino attraverso il proprio sito istituzionale e individua sul territorio, in ciascuna Comunità di valle, un punto informativo (punto unico di accesso) per orientare gli interessati alla questione del mobbing. In sostanza l’ente pubblico interviene offrendo, da un lato, assistenza sanitaria attraverso l’Uopsal (l’Unità operativa per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro) - che già oggi accerta la sussistenza del mobbing - dall’altro ampliando i compiti della consigliera di parità con una modifica della legge istitutiva di questa figura. La consigliera potrà infatti occuparsi di mobbing cercando la conciliazione sia di lavoratrici che di lavoratori e datori di lavoro.

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