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Operatori sanitari in difficoltà con i pazienti stranieri: c'è help voice

​​Nel 2014 il servizio di mediazione tra i pazienti che non conoscono la lingua italiana e gli operatori delle strutture sanitarie del Trentino è stato utilizzato in tutto per circa 3800 ore. Le lingue disponibili sono oltre 90

??Nel 2014 il servizio di mediazione tra i pazienti che non conoscono la lingua italiana e gli operatori delle strutture sanitarie del Trentino è stato utilizzato in tutto per circa 3800 ore. Si conclude con questo dato la risposta dell'assessore alla salute Luca Zeni a un'interrogazione del consigliere provinciale di Walter Viola di Progetto Trentino. Provvedimento nato dal caso di una signora islandese che, durante il suo soggiorno in una località turistica del Trentino, era stata ricoverata d'urgenza all'ospedale S. Chiara. Pur essendo stata adeguatamente curata la signora non aveva trovato un solo operatore sanitario capace di parlare con lei in inglese, lingua che padroneggiava bene. Per questo il consigliere aveva chiesto alla Giunta se è vero che nei nostri ospedali non c'è personale che sappia almeno l'inglese per comunicare in maniera adeguata con eventuali pazienti stranieri, e quali iniziative intenda assumere l'esecutivo perché situazioni come quelle evidenziate non si ripetano.

Nella sua risposta l'assessore ricorda che l'Apss ha istituito da più di 10 anni un servizio di mediazione linguistica-culturale a disposizione di tutte le proprie strutture. Il servizio, prosegue Zeni, assicura a chiamata la disponibilità di mediatori culturali anche per l'attività di interpretariato linguistico nell'arco delle 24 ore, come supporto all'assistenza ordinaria e d'urgenza. In sostanza, spiega l'assessore, i mediatori devono facilitare la comunicazione fra le persone provenienti da nazioni con lingue e culture diverse da quella italiana e gli operatori dell'Apss. Le lingue disponibili con mediatore sono albanese, arabo, cinese, francese, indiano, inglese, tedesco, macedone, pakistano, portoghese, rumeno, russo, serbo, spagnolo, ucraino, urdu, polacco, slovacco, ceco. 

Le lingue disponibili tramite intepretariato telefonico sono oltre 90. L'intervento del mediatore culturale, spiega Zeni, va realizzato in presenza di operatori dell'Azienda sanitaria di cui il mediatore deve seguire le indicazioni, e dev'essere preceduto dal consenso informato del paziente interessato. L'assessore precisa però che "a partire dal 1 marzo del 2014 il servizio di mediazione culturale, fatti salvi i servizi e le unità operative dell'area materno-infantile, salute mentale e consultori, area infettivi, è disponibile per tutti gli altri servizi e unità operative dell'Apss solo come mediazione/interpretariato tramite telefono (servizio help voice) ad eccezione degli interventi ritenuti necessari con la presenza di persona del mediatore (da concordare con il servizio comunicazione interna ed esterna dell'Apss)". 


 

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