Giovedì, 18 Luglio 2024
La polemica

Manovra economico-finanziaria, Demagri: "si obbliga il giovane ad accoppiarsi"

Diverse le critiche mosse dai consiglieri, ma ad affondare il coltello in tema "giovani" è stata Demagri che si è detta "delusa" da quanto proposto

Giovani, possibilità e incentivi. Il consigliere Paola Demagri (Patt) sbotta durante la seduta del Consiglio di martedì 14 dicembre sostenendo che la Provincia, in qualche modo, "obbliga un giovane ad accoppiarsi con qualcuno". Forte la delusione di Demagri in merito a questo aspetto che ha affermato: "sul principio di questo emendamento a me vengono i brividi". Il consigliere ha sottolineato che, secondo quanto affermato nella relazione del presidente Maurizio Fugatti  "si offre l’opportunità del mutuo obbligando però il giovane ad uscire dal nucleo familiare, necessariamente ad accoppiarsi e poi successivamente a fare un figlio o anche un secondo. Perché non pensare ai giovani padri separati che fanno fatica a sostenere se stessi e i propri figli?". 

Dalla relazione del presidente pubblicata già a inizio settimana, si legge: "la manovra non dimentica i giovani e la loro volontà di costruirsi futuro, caratterizzato da stabilità nelle prospettive anche economiche. In merito, con uno specifico emendamento presentato per la discussione in aula della manovra, è previsto un nuovo intervento volto a favorire l’indipendenza dei giovani, garantendo a coloro che costituiscono un nuovo nucleo familiare un prestito di importo massimo di 30 mila euro a condizioni definite in una apposita convenzione con le banche, ad abbattimento del quale interverrà un contributo provinciale di 15 mila euro in caso di nascita di un figlio entro 5 anni e dell’intero importo del mutuo residuo in caso di nascita di un secondo figlio. Si tratta di un intervento che si aggiunge alle molteplici misure finalizzate ad accrescere le possibilità di “creare famiglia” (quota B1 dell’assegno unico provinciale, risorse per asili nidi e tagesmutter, buoni di servizio per la conciliazione famiglia lavoro, servizio di prolungamento scolastico delle scuole dell’infanzia, ecc.) rafforzate nel corso della presente legislatura con l’assegno di natalità, corrisposto dalla nascita di ciascun figlio per i primi tre anni di vita dello stesso".

I sindacati bocciano la manovra

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