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Manovra di assestamento da 132 milioni, gli artigiani: "Favorire le imprese trentine"

Mattinata di audizioni per la manovra di assestamento prima dell'approdo in consiglio. Critico il direttore di Confindustria: "Il problema del Trentino è che ci si aspetta il sussidio provinciale, manca cultura di impresa"

Mattinata di audizioni con artigiani, industriali, commercianti, cooperative e sindacati presso la prima commissione consiliare dove è stata discussa la manovra di assestamento del bilancio provinciale che arriverà in consiglio a maggio. Un assestamento da 132 milioni di euro, di cui 67 messi a bilancio per il progetto banda larga, 37 per le ristrutturazioni di edifici scolastici (12 per la nuova sede dell'Istituto d'Arte Vittoria a Trento), 14,9 messi a disposizione del sistema sanitario, 10 destinati a Trentino Sviluppo per l'insediamento di nuove imprese sul territorio provinciale nel cosiddetto "pacchetto attrattività".

Sul totale circa 31 milioni sono stati "recuperati" dalla revisione di oltre 12.000 voci di spesa, aspetto importante per il presidente degli artigiani trentini Roberto De Laurentis, che ha chiesto però la garanzia che i soldi stanziati per l'edilizia scolastica e non finiscano ad aziende del territorio altrimenti "prepariamoci a farli andare chissà dove" ha detto. Critico sulle politiche economiche provinciali il direttore di Confindustria Roberto Busato: "C'è bisogno di una maggior cultura d'azienda - ha affermato - il limite di questo territorio è l'attesa del sussidio della Pat".

Positivo il parere sulla manovra da parte della Cgil, che ha però chiesto più controlli sulla realizzazione della banda larga, vista come un'opportunità per le imprese trentine. Questione prettamente "sindacale" quella del passaggio dei corpi di polizia locale dalle Comunità di valle (nuovamente) ai Comuni, ma si è parlato anche della concorrenza che alcune cooperative eserciterebbero nei confronti degli artigiani: "Le coop hanno le loro responsabilità - ha detto il segretario della Cisl Lorenzo Pomini - ma ci sono stati anche tanti privati che hanno scaricato buchi finanziari sugli artigiani. Dal rappresentante della Cooperazione arriva infine la richiesta di prevedere esenzioni Imis per le cooperative sociali e gli enti di volontariato. 

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