Sabato, 13 Luglio 2024
Politica Centro storico / Piazza Dante

Manifestazione contro i vitalizi: "Ladri, restituite i soldi che vi siete regalati"

Rossi ha ribadito che manterrà gli impegni presi in Giunta regionale, dicendosi disponibile ad un incontro, ma ha condannato il metodo: "Non si entra così in casa d'altri", ha commentato. "Questa è casa nostra, pagata da noi", hanno risposto

Consiglio provinciale sospeso per circa quaranta minuti oggi a Trento, a causa dell'ingresso in aula di una trentina di manifestanti mobilitati dal Sindacato di base multicategoriale, dall'Unione sindacale di base e dal Centro sociale Bruno che protestano contro i vitalizi ai consiglieri. Un auto regalo da 50 milioni in vitalizi più 13 milioni di liquidazione che ha suscitato nei giorni scorsi numerose prese di posizione indignate. Il piccolo corteo è entrato in aula attorno alle 10 e 20: in quel momento stava parlando al microfono il sindacalista Ezio Casagranda, mentre dietro di lui, a pochi metri dall'ingresso del palazzo del Consiglio, alcuni attivisti hanno acceso dei fumogeni, poi tutti sono entrati e si sono diretti al primo piano, entrando poi in aula durante la seduta.

I manifestanti hanno esposto striscioni e intonato cori ("ladri, ladri" e "restituite i soldi"). Furibondo il presidente del Consiglio Bruno Dorigatti: "Non va bene così, non si fanno manifestazioni nelle aule, le regole democratiche devono valere per tutti". Il presidente del consiglio provinciale pur approvando le ragioni della protesta non ne ha condiviso il metodo. "Ti sei dimenticato di quanto andavi in corteo anche tu?", gli gridano un paio di persone ricordando al presidente la sua lunghissima militanza sindacale nella Cgil. Il presidente della Giunta, Ugo Rossi, si è alzato dal suo scranno e si è diretto al centro dell'aula, dove ha iniziato a parlare con i manifestanti, che chiedono di bloccare i vitalizi, collegare la retribuzione dei consiglieri al reddito medio in provincia di Trento (circa 23 mila e 500 euro), quindi abbassando le indennità. Mentre per la parte previdenziale la proposta è di applicare, come avviene per tutti i normali lavoratori, l'attuale legge, con la pensione dopo 42 anni di lavoro o al raggiungimento del 67° anno di età. Infine, i manifestanti propongono lo stop ai rimborsi spese per trasferte all'interno della provincia.

Rossi ha ribadito che manterrà gli impegni presi in Giunta regionale, dicendosi disponibile ad un incontro, ma ha condannato il metodo: "Non si entra così in casa d'altri", ha commentato. "Questa è casa nostra, pagata da noi. Impegnati a ridare indietro i soldi che vi siete regalati", hanno risposto alcuni manifestanti. Dopo una mezz'ora di discussione - nel frattempo spostatasi fuori dall'aula, ma sempre dentro il Palazzo, i manifestanti sono scesi al piano terra, in attesa di incontrare il presidente Rossi per portare le loro proposte. I lavori del Consiglio, invece, sono ripresi dopo uno stop di oltre mezz'ora.

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