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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Politica / Lona-Lases

Il 29 maggio Lona Lases torna al voto. A ottobre non si è presentato nessuno

Il Comune della val di Cembra, dove per la procura di Trento si è insediata una locale di 'ndrangheta, è guidato da un commissario

Via libera del Consiglio dei ministri alla data per le amministrative e per i referendum sulla giustizia. Domenica 12 giugno gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi su cinque quesiti relativi alla riforma della giustizia. Lo stesso giorno si terranno le elezioni amministrative in 982 Comuni.

In Trentino l'unico Comune chiamato al voto domenica 29 maggio è quello di Lona Lases, in val di Cembra, dove secondo la procura di Trento si sarebbe insediata una locale di 'ndrangheta. Un'organizzazione mafiosa, legata alla madrepatria calabrese, ma autonoma e pienamente operativa. E che, dopo aver preso il controllo del settore del porfido - il cosiddetto "oro rosso" - avrebbe intessuto legami con il più vasto mondo imprenditoriale, istituzionale e politico trentino. Una realtà scoperchiata dall'operazione Perfido del 15 ottobre 2020 e ora al centro dell'omonimo processo che si sta celebrando in corte d'assise a Trento.

Dallo scorso 14 giugno alla guida del municipio c'è Federico Secchi, ex sindaco di Avio, nominato dalla Giunta provinciale commissario straordinario. Secchi è subentrato alla guida del Comune dopo che il 27 maggio 2021 - ad appena otto mesi dalla precedente tornata elettorale - l'allora sindaco Manuel Ferrari e nove consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni. Una decisione presa - aveva spiegato lo stesso Ferrari ai concittadini in una lettera - poiché non vi erano "le condizioni per affrontare con un minimo di sostegno tecnico e serenità le incombenze ordinarie e men che meno per affrontare progetti futuri che pure non mancherebbero".

Problemi storici, "serve una commissione d'accesso antimafia"

Tra le motivazioni che hanno spinto Ferrari a dimettersi c'è soprattutto la mancanza di personale - in primis i tecnici (l'ufficio tecnico risulta scoperto dal settembre 2019) - che rende impossibile l'attività amministrativa. A ciò si aggiunge la pensante eredità lasciata dalle precedenti amministrazioni: negli ultimi 20 anni Lona Lases è stata guidata per ben tre volte da un commissario.

Alle elezioni amministrative dello scorso 10 ottobre, nel Comune di 900 abitanti - che nel processo Perfido si è costituito parte civile (ovvero lesa) - non si è fatto avanti nessun candidato. Così il municipio è rimasto nelle mani di Secchi. Difficile che la situazione possa mutare da qui a giugno.

Comunque vada questa seconda tornata elettorale, sono in molti ormai - dall'ex segretario comunale Marco Galvagni al portavoce del Coordinamento lavoratori del porfido (Clp) Walter Ferrari, da anni in prima linea nel denunciare le situazioni di illegalità tanto nelle cave del porfido, quanto a livello amministrativo - a chiedere una commissione di accesso ministeriale dell'antimafia per valutare le infiltrazioni della 'ndrangheta nel Comune. Per dare l'idea della situazione, basti pensare che tra gli imputati del processo Perfido compaiono i fratelli Giuseppe e Pietro Battaglia. Il primo è stato assessore esterno alle cave, il secondo consigliere di maggioranza. 

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