Locatelli, giornalista combattente in Siria: "Isis è più forte dove la comunità islamica è più debole"

Una guerra fatta di comunicazione, una violenza spettacolarizzata che però, a differenza di quanto accade in Occidente, non è virtuale

"La forza dell'Isis viene dalla comunicazione". E' chiaro il  messaggio lanciato al Trentino Book Festival dal Claudio Locatelli, giornalista e  combattente in Siria  insieme alle mmilizie dello Ypg, l'esercito di liberazione curdo. Un osservatore privilegiato, Locatelli, delle strategie militari ma anche comunicative di Daesh sul campo di battaglia principale: la comunicazione globale. 

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Fake news, video virali, comunicazioni mirate: le strategie dell'esercito del Levante sono le stesse del populismo mondiale, portate all'esasperazione e purtroppo testimoni di una violenza non solo virtuale. Locatelli più volte ha messo in parallelo l’impianto legale del fascismo e una mentalità di sottomissione delle donne con quanto avviene all’interno di Isis. “Vengono anche pagate delle persone per creare notizie false. Fake news che creano rabbia e quindi generano consenso militare e politico”.

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Nel breve periodo nel quale il nord della Siria è rimasto libero Locatelli ha raccontato come sia stato instaurato un modello di copresidenzialismo, con il 50% di consiglieri maschili ed il 50% femminili. In un contesto molto plurale caratterizzato da 200 tribù e 3 diversi gruppi militari.

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Da adesso in poi sentirete parlare sempre di più di Afrin come luogo con il maggior numero di terroristi al mondo. Erdogan prima ha ricattato l’Europa con i profughi, adesso lo farà direttamente con i terroristi - ha detto Locatelli, ricordando l'importante librazione di Raqqa come “la nostra guerra, perché l’Isis è intervenuto direttamente in Europa a Berlino e nella strage del Bataclan. L’Isis è più forte laddove la comunità islamica è più debole”.

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