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Segretari comunali scelti dai sindaci in Trentino Alto Adige: il Governo impugna la legge

La ministra Lamorgese ha annunciato di voler impugnare la legge regionale all'interno della quale la Lega aveva infilato l'emendamento che dà piena libertà ai sindaci

In Trentino Alto Adige i sindaci potranno nominare i segretari comunali "di fiducia": è quanto prevede una legge proposta dalla Lega, che però ora sarà impugnata dal Governo in quanto ipoteticamente anticostituzionale. Ad annunciare il provvedimento è la ministra degli Interni Luciana Lamorgese, che ha avvalorato i forti dubbi di costituzionalità già sollevati al momento di approvazione della norma. 

L'emendamento era stato inserito dal Gruppo consiliare regionale del Carroccio (prima firmataria la consigliera trentina Alessia Ambrosi) nella legge di bilancio regionale 2020, poi approvato con i voti favorevoli dell'Svp, il partito di centro popolare altoatesino. La egge prevede non solo che il sindaco possa scegliere il proprio segretario comunale, ma anche che possa sollevarlo dall'incarico per valutazione negativa dei risultati su tre anni, oppure per gravi violazioni ai propri doveri. Va da sè che, potendo farlo, ogni sindaco nominerebbe un proprio "fiduciario", rendendo tra le altre cose molto precario, a livello lavorativo, il ruolo stesso di segretario comunale.

L'intento della norma, come aveva spiegato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, al tempo della discussione, era quello di "permettere alle amministrazioni locali di lavorare al meglio". Il tema, aveva detto il governatore, era stato proposto direttamente da molti sindaci trentini, ed ha trovato il favore del partito di maggioranza dell'Alto Adige. 

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