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Rossi a Roma dal ministro Delrio, Panizza e Ottobre contrari alla legge di stabilità

Si fa sempre più serrato il confronto tra Trento e Roma sullacontribuzione della Provincia alle casse statali. Ieri il presidente Rossi ha incontrato il ministro Graziano Del Rio, mentre in Senato gli autonomisti Panizza e Ottobre dichiarano il voto contrario alla legge di stabilità

La Provincia ha impugnato altre 10 leggi dello Stato presso la Corte Costituzionale. Oggetto della contesa sono i rapporti tra Trento e Roma in materia di contribuzione al risanamento delle casse dello stato. "A soli sei mesi dall'approvazione della legge 42/2009 sul federalismo fiscale - ha spiegato Rossi - Trento e Bolzano sono state tra le prime ad adeguare il proprio ordinamento. Abbiamo sempre fatto il nostro dovere anche negli anni successivi, con le manovre dei governi Monti e Letta. Per contro le risposte del Governo sono state non solo inadeguate ma persino gravemente lesive dell'autonomia finanziaria della Provincia sia per l'unilateralità delle decisioni che per la partita delle riserve all'erario oltre che per la mancata considerazione del concorso già assicurato". 

In un incontro svoltosi ieri a Roma con il ministro agli Affari Regionali Graziano del Rio, il presidente Ugo Rossi ha introdotto l'ipotesi di calcolare la perequazione del contributo trentino alle casse dello stato con il metodo del "residuo fiscale" inteso come la differenza tra il gettito dei tributi statali prodotti sul territorio provinciale e la spesa dello Stato su quel territorio. 

Ugo Rossi ha anche ribadito la contrarietà della Provincia, in linea con il predecessore Pacher, alla nuova legge di stabilità, oggetto anche di uno sciopero dei sindacati trentini venerdì 15 novembre. Il presidente ha dichiarato la volontà, qualora il testo dovesse rimanere come è adesso, di attivare le impugnative del caso.

Il disegno di legge è in discussione nella Commissione bilancio del Senato. I senatori del Patt Panizza e Ottobre hanno annunciato il loro voto contrario nel caso in cui non vengano accolte le opportune modifiche: "Il testo così com'è non rispetta le autonomie speciali" si legge in una nota congiunta "Rimangono forti pregiudiziali, condivise anche dai colleghi dell'SVP sulle trattenute della riserva dell'erario,alle decurtazioni e alle competenze sui tributi locali". 

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