Commemorazione

Ianeselli: “Il testimone di Pasi oggi nelle mani dei siriani democratici e degli ucraini contro l’invasore”

Il sindaco di Trento al Bosco delle Castagne per celebrare la memoria del medico antifascista nel 78esimo della sua uccisione

“In quell’Italia resa cupa e infida dal regime fascista, Mario Pasi insieme ai suoi compagni partigiani riuscì a vedere la possibilità di un’alternativa democratica: e di questa possibilità remota fece la sua patria, ideale e quasi utopica, eppure l’unica a cui valesse la pena di rimanere fedeli”.

È con queste parole che il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha ricordato oggi, domenica 12 marzo, Mario Pasi in quel del Bosco delle Castagne, nel bellunese, a pochi giorni dal 78esimo anniversario dell’uccisione di Pasi da parte dell’esercito nazista, avvenuta proprio nel bosco in cui è stato celebrato.

Nel corso del suo intervento, Ianeselli ha ricordato la vita di Pasi, le sue azioni e i suoi valori, definiti “agli antipodi di quelli di una dittatura violenta e autoritaria che, insieme all’alleato nazista, negli ultimi giorni di guerra si è macchiata di crimini rabbiosi nei confronti di partigiani, civili, ebrei e oppositori”.

“Il testimone di Pasi è oggi in mano ai giovani curdi, ai siriani democratici, agli ucraini che respingono l’invasore, a chi clandestinamente tiene accese le aspirazioni libertarie in Russia o in Corea del Nord o in Mali. Ma non dimentichiamoci che anche noi siamo gli eredi diretti delle conquiste del partigiano Montagna e dei suoi compagni, siamo noi a beneficiare della loro capacità di vedere lontano e di immaginare un’Italia liberata dall’arbitrio e dalle ingiustizie” il commento finale del primo cittadino di Trento. 

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