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Governo Conte, manca un giorno all'incontro decisivo

Il premier si gioca la carta del rimpasto e offre tre ministri a Renzi che per ora rifiuta. Domani il Cdm decisivo. D'Alema: "Non si manda via l'uomo più popolare del paese per volere del più impopolare"

«Non si manda via l'uomo più popolare del paese per volere del più impopolare» ha affermato Massimo D'Alema riferendosi a Giuseppe Conte e Matteo Renzi a proposito della situazione della crisi di governo a 24 ore dal Consiglio dei Ministri che dovrebbe sancire la pace o la guerra nel governo, con il rischio dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti e il ritiro dell'appoggio all'esecutivo da parte di Italia Viva. Come riporta Today, la trattativa tra i due contendenti non sembra aver compiuto passi decisivi. I retroscena dei giornali raccontano che martedì 5 gennaio il presidente del consiglio ha offerto al leader di Italia Viva 3 ministeri (con i relativi posti dei ministri), oppure che è Renzi a volere posti per i suoi: secondo il Corriere della Sera Ettore Rosato, che potrebbe finire all’Interno al posto di Luciana Lamorgese, ma l'ottimo lavoro al Viminale evidentemente non basta per un ministro debole perché tecnico «e quindi più facilmente sacrificabile». L’altro nome renziano è quello di Maria Elena Boschi, che potrebbe diventare responsabile delle infrastrutture al posto della pericolante, anche per le critiche dei grillini, Paola De Micheli oppure andare al Lavoro in luogo di Nunzia Catalfo, che però pare molto più solida nel posto che ha ereditato da Luigi Di Maio per fare la guardia al reddito di cittadinanza. In questo quadro Andrea Orlando, vicesegretario del Partito Democratico sempre attento nel portare la voce di Nicola Zingaretti sui giornali, potrebbe diventare vicepremier e qui già si apre un problema perché a quel punto i grillini per riequilibrare vorrebbero un vicepremier loro che però non può essere Luigi Di Maio, che in quel ruolo ha già dato. 

Orlando potrebbe anche arrivare agli Interni o alla Giustizia o diventare sottosegretario con delega al Recovery Plan e diventare capodelegazione del Pd al posto di Dario Franceschini. Secondo La Stampa al ministero dell'Interno potrebbe invece andare Lorenzo Guerini, che lascerebbe così la Difesa libera per Ettore Rosato e la strada per un posto nella Nato proprio a Renzi. Proprio Maria Elena Boschi in un'intervista rilasciata a La Stampa oggi stoppa tutto: «La narrazione che viene dagli uffici del premier è che ci accontenteranno con un rimpasto. Non è così.Per noi contano le idee, non gli incarichi. Tutti a parole si dicono d’accordo con i temi che abbiamo posto. Innanzitutto chiariamoci su questo, poi verranno i ministri. Noi vogliamo aprire le scuole, non una crisi di governo. I governi durano finché hanno la maggioranza in Parlamento. Tocca al premier, non a me, decidere con quali strumenti vuole verificare se questa maggioranza c’è ancora». 

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