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Dolomiti Pride: preservativi e lubrificante nelle scuole. Borga chiede di ritirare il patrocinio

La decisione di patrocinare il Gay Pride di Trento passerà necessariamente dal Consiglio provinciale, la pietra dello scandalo sono i preservativi ed il lubrificante distribuiti nelle scuole

Una citazione di Pier Paolo Pasolini, postata su facebook dalla pagiina Dolomiti Pride

Il Dolomiti Pride non s'ha da fare. Dopo la notizia del  patrocinio del Comune alla manifestazione dell'orgoglio gay a Trento, in programma a giugno, il consigliere della Civica Trentina sale sulle barricate e chiede che la decisione di concedere un ulteriore patrocinio provinciale venga discussa in Consiglio. 

Nelle 5 pagine del documento presentato dagli organizzatori si parla di prevenzione di moltissimi temi, com'è normale per un argomento onnicomprensivo qual è quello della sessualità. Discriminazione, informazione, prevenzione; c'è spazio per tutto: dalla genitorialità surrogata al bullismo nelle scuole, dai risvolti psicologici di comportamenti "devianti"  dalla norma eterosessuale a quelli nel mondo del lavoro, perfino nelle forze ramate.

La pietra dello scandalo, ma è evidente che non è il solo punto a creare perplessità a Borga e colleghi, sarebbe “la distribuzione gratuita di preservativi e lubrificante nei luoghi di aggregazione, scuole, centri di aggregazione giovanile, università e carceri, promuovendone l’utilizzo”. Un'interrogazione del consigliere chiede alla provincia di non concedere il patrocinio e quindi, indirettamente, la decisione passerà in aula dove già in passato questioni "morali" bloccarono i lavori per settimane.
 

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