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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica

Garante dei detenuti: dopo 8 anni di dibattito si apre uno spiraglio

Approvato in Prima commissione il ddl sul garante dei detenuti e dei minori: lo strumento potrà favorire il recupero dei detenuti, secondo il dettato costituzionale, e il raccordo con il livello nazionale

Approvato in Prima commissione, con 5 sì - compreso quello di Simoni di PT, e i no di Borga e di Fugatti della Lega che ha annunciato che per la discussione in aula chiederà i tempi non contingentati - il ddl sull'istituzione dei garante dei detenuti e dei minori. Mattia Civico, promotore del ddl, introducendo il dibattito, ha affermato che il garante dei detenuti è coerente con la scelta, ormai storica per il Trentino, di migliorare le strutture di detenzione e di tutelare diritti di chi è privato della libertà personale. 

Diritti, ha ricordato, come l'accesso alla salute, la formazione professionale, di mantenere rapporti con le persone più vicine. Il Parlamento, ha detto ancora, ha individuato il garante nazionale che, tra l'altro, è stato ascoltato in audizione in Prima commissione e, a livello nazionale, i garanti regionali sono 11; 10 quelli provinciali, 47 i garanti comunali; 3 soli coincidono col difensore civico. Uno strumento, questo del garante provinciale, che potrà favorire il recupero dei detenuti, secondo il dettato costituzionale, e il raccordo con il livello nazionale.

Il tema dei garanti, ha ricordato il consigliere Pd e presidente della Prima commissione, è sul tavolo da 8 anni. Il garante nazionale per i detenuti, ha affermato, ha fatto una visita al Spini dove sono emerse questioni di cui si occuperà la magistratura, ma sul piano politico è importante darsi uno strumento locale, istituzionale, più vicino ai detenuti. Altrimenti la logica dell'ispezione rischia di mettere in luce solo le criticità oscurando invece i dati positivi.  
 

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