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Togliere i figli alle coppie omosex, l'Arcigay: "Richiesta mostruosa"

Togliere i figli ai genitori omosessuali, singoli o in coppia. La richiesta è in un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale trentino Cia. L'Arcigay nazionale ha espresso la propria indignazione

Togliere i figli ai genitori omosessuali, singoli o in coppia. La richiesta è in un ordine del giorno presentato nel giugno del 2013 dal consigliere comunale trentino Claudio Cia (Lista civica Trentino), insieme a una serie di altri colleghi della minoranza di centrodestra, e inserito tra quelli da discutere in Consiglio comunale fra due settimane. L'Arcigay nazionale ha espresso la propria indignazione attraverso il presidente, Flavio Romani. "Una mostruosa richiesta - ha commentato Romani - con argomentazioni surreali, che addirittura disconoscono il rapporto tra genitore e figlio in caso di genitori omosessuali". L’ordine del giorno, intitolato "Save the children! I diritti dei bambini non sono quelli delle coppie gay", recita: "I Servizi sociali del Comune, individuati sul territorio casi di omogenitorialità singola o multipla, verifichino l’ambiente di crescita del bambino, in considerazione dell’assenza di una figura materna o paterna, per deliberata scelta che sottende motivi di illegalità e la segnali immediatamente al sindaco". Il primo cittadino dovrebbe poi "disporre immediatamente la collocazione del bambino in un ambiente che favorisca il suo pieno sviluppo umano “sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione riferendo nel contempo all’Autorità giudiziaria". Ultimo punto dell’ordine del giorno, la rinuncia del Comune a sponsorizzare o promuovere "azioni culturali orientate a confondere e a sminuire il significato e il valore del matrimonio tra uomo e donna e della famiglia eterosessuale". L'Arcigay ha parlato di "un atto inaudito, che supera in violenza i peggiori regimi totalitari. Una dichiarazione di ignoranza e inciviltà, che manipola la Costituzione e i Trattati a difesa dell’infanzia, stravolgendone il senso e arrogandosi il diritto di decidere sopra le teste dei più piccoli e dei loro genitori".

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