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Ezio Casagranda

Ezio Casagranda

"Tagliare i privilegi. I valori sono lavoro, stato sociale e beni comuni"

Intervista a Ezio Casagranda, candidato alle elezioni provinciali per Rifondazione comunista. "Proponiamo una scelta diversa perché questa mentalità sta distruggendo risorse, autonomia e intelligenze. Bisogna cambiare"

Ezio Casagranda, ex sindacalista Cgil, oggi pensionato, è il candidato di Rifondazione comunista.

Tre ragioni per cui i trentini dovrebbero votarla.

Io penso che il motivo principale sia quello di dare un voto a Rifondazione, cioè dare un segnale chiaro a questa classe politica: non accettiamo più queste politiche di austerità, le cose devono cambiare e vanno dati segnali alternativi. Inoltre, attraverso il voto a Rifondazione, si renderebbero centrali nelle politiche della Provincia non gli accordi sottobanco, la spartizione delle poltrone e le scelte che vanno a favore dei poteri forti; bensì il lavoro, lo stato sociale e i beni comuni. E' la mia storia che si basa su questi tre valori. Inoltre, avere un sindacalista in consiglio provinciale può servire.

Cosa va assolutamente cambiato rispetto alla passato?

Tagliare i privilegi, una scelta che va fatta per rispetto di chi oggi lavora, suda, produce e paga le tasse.

Qual è la prima cosa che farebbe se venisse eletto?

Cambierei l'impostazione generale. Nel senso che oggi abbiamo una politica tesa a dare risposte ai poteri forti. Vediamo cosa sta succedendo all'ex Michelin, dove la Provincia interviene per evitare il fallimento della società delle Albere, perché è stato fatto qualcosa che non si riesce a vendere teorizzando una Beverly Hills che rischia di diventare invece una città morta. Per non parlare dell'area Italcementi o di quello che avviene con i poli scolastici. Un sistema di potere che governa il Trentino. Fa ridere, pertanto, questa diatriba tra Dellai e Grisenti, nel senso che il nervosismo dipende da quanto i due contavano nella cosiddetta "magnadora". Come mi pare patetica la discussione tra Mosna e Rossi sullo stato sociale. Il primo dice che vuole privatizzare lo stato sociale, il secondo lo sta facendo come assessore alla Salute, perché ormai la diagnostica è in mano agli enti privati, l'assistenza sanitaria integrativa va in quella direzione però Rossi non lo dice... La differenza è semplice: proponiamo una scelta diversa perché questa mentalità sta distruggendo risorse, autonomia e intelligenze. Bisogna cambiare radicalmente e questo non lo può fare chi ha sostenuto, e continua a farlo, questo sistema.

Cosa dice ai suoi avversari politici?

Io di norma mi rivolgo agli elettori. E chiedo che anche a sinistra si smetta di litigare, si prenda in mano con decisione la matita e si metta una croce sul simbolo di Rifondazione comunista, perché è l'unico vero voto utile per i cittadini si battono contro le grandi opere e gli sprechi nel nostro territorio.

E agli alleati?

Abbiamo perso un'occasione importante non riuscendo a mettere insieme non solo la sinistra, ma anche tutte quelle opposizioni che ci sono sul territorio. Ma mettere assieme rappresentanza istituzionale e lotte sul territorio è possibile: lo facevo quando ero in Cgil, lo faccio oggi che ho deciso di mettermi in politica.

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