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Campagna elettorale alla Portela: candidati, polizia e autobus a due piani

La zona attorno a Santa Maria Maggiore si è ritrovata di colpo in posizione strategica per la campagna elettorale. Ogni sera è stata visitata da uno o più candidati ma anche dalle forze dell'ordine, mai come in questo periodo presenti in zona. L'insofferenza dei residenti per il degrado punta il dito anche contro i locali, oggetto di controlli proprio in questo periodo. Infine un concerto autogestito anti-politico ha concluso la campagna elettorale. E da lunedì cosa succederà?

La zona della Portela a Trento, compresa tra piazzetta Da Vinci, via Cavour, via Torre Vanga e piazza Santa Maria Maggiore, non è mai stata così al centro dell'attenzione come in questo periodo. Complice forse la campagna elettorale la presenza delle forze dell'ordine nel quartiere si è fatta più massiccia: nelle ultime settimane ad ogni ora del giorno e della notte capita spesso di incrociare una pattuglia di passaggio oppure ferma in una delle piazzette, indistintamente carabinieri, polizia o municipale. I controlli hanno dato luogo anche ad alcuni arresti, in tutti i casi si è trattato di stranieri e le accuse sono sempre legate a stupefacenti, solitamente in piccole quantità. 

In piazza della Portela il Comitato per la Rinascita di Torre Vanga ha piantato le tende per tutta la durata della campagna elettorale con un gazebo presso il quale si sono recati molti candidati di quasi tutti gli schieramenti per discutere della situazione del quartiere, additato come luogo di degrado e di microcriminalità. Ma come spesso succede al sentimento di insofferenza, legittimo, provato dai residenti della zona concorrono fattori del tutto differenti. Alcuni residenti avevano fatto circolare una lettera, da sottoscrivere e spedire al sindaco, in cui invocavano la presenza dell esercito nel quartiere e la chiusura anticipata per tre locali (testualmente citati). Il Comitato ha poi provveduto a depennare dal testo queste due proposte, mantenendo però un vago riferimento alla problematicità dell'orario serale dei bar, ricavandone il testo definitivo di una lettera, indirizzata sempre al sindaco Andreatta, sottoscritta da alcune centinaia di cittadini.

Nel frattempo anche i locali sono stati oggetto di controlli, dapprima da parte dei Nas per quanto riguarda igiene e salute pubblica, ed in un secondo momento da parte della Polizia Municipale. In entrambi i casi sono state elevate contravvenzioni. Il bar Cavour è stato inoltre colpito da un'ordinanza di chiusura anticipata alle 22.30 ma, come si può vedere passando di lì oltre quell'ora, i battenti sono aperti. La vicina enoteca Accademia ha anche scritto una lettera di risposta al comitato, spiegando le esigenze di chi ha un'attività da mandare avanti. Venerdì sera un collettivo informale ha pensato bene di organizzare un concerto autogestito, con amplificatori e strumenti, alcolici e volantini. Parallelamente si sono presentati in zona carabinieri e polizia, con una camionetta e diverse volanti suscitando cori da stadio (la rivendicazione degli organizzatori del concerto abusivo, scritta anche sul muro della piazza, è "fuori la polizia da Santa Maria"). Nervi tesi ma la situazione si è risolta nel migliore dei modi.

Sempre durante la campagna elettorale la Lega Nord ha organizzato una fiaccolata nelle vie del quartiere dedicata alla "sicurezza a Trento" (in riferimento anche all'episodio di violenza sessuale, che però è avvenuto in vicolo San Marco, al limite est del centro storico). Il meteo ha voluto che la serata fosse particolarmente piovosa ma alcuni irriducibili hanno marciato con uno striscione per le vie incriminate. E giovedì, nella sera in cui tutti gli occhi erano puntati su Beppe Grillo che ha tenuto il suo comizio poco distante, in piazza Dante, si è presentato all'aperitivo di Santa Maria Maggiore anche Agostino Carollo, con un autobus a due piani, forse più a suo agio di molti altri politici nell'happy hour. L'autobus londinese non è riuscito a passare sotto all'arco di via San Giovanni, incagliando il traffico per alcuni minuti. Intorno i ragazzi seduti sui bolognini di porfido della piazza non sembravano però molto stupiti. Forse, visto tutto quello che è successo in zona recentemente, non si stupiscono più di niente. 

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