Domenica, 14 Luglio 2024
Assenze pesanti

I grandi esclusi: Dal Ri (Pd) e Marchiori (Patt) bocciati dalle urne

I segretari dei due schieramenti sono rimasti fuori dal nuovo consiglio: la loro leadership potrebbe essere a rischio

Le loro liste sono entrate in consiglio, loro no. Scorrendo i nomi che, all’indomani delle elezioni provinciali di Trento, comporranno il nuovo emiciclo, sono due i grandi assenti la cui esclusione porterà probabilmente a delle riflessioni all’interno dei loro partiti. 

Si tratta di Alessandro Dal Ri, segretario del Pd Trentino, e Simone Marchiori, segretario invece del Patt a sostegno del vincitore Maurizio Fugatti. Entrambi si sono candidati a consigliere ed erano fra i “nomi grossi” delle rispettive liste: Marchiori si presentava addirittura come capogruppo del suo partito, che negli ultimi anni ha intrapreso un nuovo corso allontanandosi dal centrosinistra e passando al centrodestra, provocando così una scissione interna da cui è sorta Casa autonomia.eu

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Per entrambi, alle urne è arrivata una secca bocciatura: nonostante il Pd sia stato il partito più votato con oltre il 16% portando così ben sette candidati in consiglio, Dal Ri è rimasto escluso piazzandosi al decimo posto fra i nomi con 1329 preferenze, un centinaio circa in meno di Michela Calzà e Francesca Parolari e meno della metà di quelle ottenute da Mariachiara Franzoia, la più votata. Il Patt ha ottenuto un più modesto 8,18%, sufficiente comunque a portare in consiglio tre esponenti. Ma anche per Marchiori il risultato è stato deludente: con 1052 preferenze, si è piazzato sesto all’interno della lista, ben distanziato dai tre eletti Mario Tonina (2548), Maria Bosin (2138) e Walter Kaswalder (1827). Dati che potrebbero quindi minare la leadership dei due segretari all’interno dei loro due partiti, con gli elettori che hanno espresso in maniera abbastanza chiara delle altre preferenze. 

“Noi determinanti per la conferma di Fugatti”

Nessuno dei due diretti interessati si è ancora espresso ufficialmente sull’esito del voto. Solo il Patt, attraverso una nota stampa, si è limitato a rivendicare la scelta fatta e il suo contributo alla vittoria del centrodestra: “L’affermazione del presidente Fugatti è stata resa possibile anche dalla scelta che per primo il Patt ha fatto ancora nello scorso mese di febbraio – si legge -, portando a una stabilizzazione del quadro politico. Determinante il risultato ottenuto, che ha consentito al candidato di chiudere sopra il 50% dei consensi e impedito agli sfidanti di tenere aperta la partita”. Un po’ di delusione però filtra ugualmente: “Seppure le aspettative della vigilia potevano far pensare a qualche punto percentuale in più, resta il risultato di aver riportato il Patt al governo della Provincia così da portare avanti l'ambizioso programma della coalizione e dare risposte ai cittadini – conclude il comunicato -. Con i tre autorevoli eletti in Consiglio, ai quali auguriamo fin d’ora buon lavoro, sapremo creare un gruppo coeso e determinato a vincere le sfide del futuro”. 

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