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Doppia preferenza di genere: il referendum potrebbe costare 2,5 milioni di euro

La proposta passata ieri in Consiglio con 23 voti favorevoli potrebbe essere sottopposta a referendum in estate: ora la palla passa ai consiglieri di minoranza

Il referendum sulla parità di genere potrebbe avere un costo tra i 2,5 ed i 3 milioni di euro. La cifra, molto approssimativa, è stata fornita dal presidente del Consiglio provinciale Bruno Degasperi ieri prima della votazione del disegno di legge di Giacomo Bezzi, emendato, che ha introdotto nella legge elettorale provinciale l'obbligo di liste composte in egual numero da uomini e donne. 

Essendo stato approvato con 23 voti favorevoli il disegno di legge potrebbe essere sottoposto ad una consultazione popolare: basterebbero le firme di 7 consiglieri (quelli che hanno votato contro, tutti di minoranza, sono 8) e di 8000 cittadini. Le firme necessarie sarebbero state 30.000 se la propposta fosse assata con 24 voti favorevoli. Ill proponente Bezzi ha però preferito non partecipare al voto, favorendo così la possibilità di un ricorso al referendum. 

Il referendum si potrebbe indire nella migliore delle ipotesi entro 8 mesi ovvero verso fine giugno primi di luglio. Infatti, dalla pubblicazione della legge occorrono 3 mesi per la raccolta delle firme, poi 40 giorni per la verifica delle stesse e 30 giorni per il decreto del Presidente della Provincia. Infine, servirebbero da 50 a 70 giorni per le procedure referendarie.

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