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Bruno, candidato sindaco: "Le nostre donne non valgono niente, le musulmane sono più in gamba"

L'artigiano edile 41enne ha iniziato la sua campagna elettorale spiegando cosa non vuole e cosa, invece, ha pensato di fare per Trento. L'intervista

 

Un rivoluzionario «legalizzato» e che insiste sulla sua non complicità con i volti noti della politica. È così che si definisce Franco Bruno, il neo candidato sindaco alle comunali di Trento 2020, che ha iniziato la sua campagna elettorale quest'estate, con un video sul suo canale youtube. E ora, con la lista riunita sotto al suo movimento «La catena» si batterà per diventare primo cittadino e per portare a termine i suoi obiettivi. 

Nato a Bolzano e trasferitosi a Trento trent'anni fa, Bruno ha origini alto-atesine e calabresi. Artigiano edile da quando aveva 19 anni, ristruttura case e parte della sua battaglia la muove contro la  burocrazia. Per lui è un punto nero, così come lo sono la droga e lo spaccio. Le prime pedine della sua battaglia, infatti, il «candidato sindaco rivoluzionario» le ha mosse contro la droga e lo spaccio. «Io non ho mai bevuto né fumato - spiega Bruno a TrentoToday -, ci resto male quando leggo di ragazzini di 12 anni che si drogano. Loro (i politici ndr) sono complici, anche il governatore Fugatti che parlava tanto contro lo spaccio, poi è entrato dentro e non ha più fatto niente». 

A margine dell'intervista, Bruno riserva note di sofferenza e parole al vetriolo su stranieri e donne. «Qui stiamo perdendo una guerra senza neanche combattere - afferma Bruno -. Ai tempi di Mussolini eravamo noi a fare la guerra a loro, ora la fanno loro a noi. Dove si sono mescolate le razze, c'è sempre stata la guerra». Sulle donne, invece, Bruno afferma: «I musulmani fanno tanti figli, perché hanno donne in gamba, le nostre non valgono niente». 

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