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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

Terza preferenza, c'è l'ok della commissione. L'opposizione abbandona l'aula

Approvata la proposta con 5 voti. Le minoranze contestano la presidente della commissione Masè. Interviene anche la senatrice Conzatti: "Fatto molto grave"

Continua la spaccatura del consiglio provinciale sulla questione del ritorno alle tre preferenze, di cui almeno una di genere diverso. Nella seduta di martedì 19 ottobre si è consumata una vera e propria bagarre al momento del voto in Prima commissione, con gli esponenti delle minoranze che hanno abbandonato la seduta in polemica con la presidente della commissione Vanessa Masè (La Civica, tra le promotrici della legge).

La commissione era chiamata a votare la proposta di legge che cancella la doppia preferenza (con l'obbligo di scegliere un uomo e una donna) nella legge elettorale trentina. Una proposta che da più parti è stata valutata negativamente, con il rischio che a farne le spese siano le donne, spesso sottorappresentate in politica. Così si era espressa lunedì la Commissione pari opportunità, e voci contrarie erano giunte anche dal mondo sindacale, oltre che dai partiti di opposizione.

Il testo unificato porta la firma del Patt e appunto della Civica, di cui Masè è esponente. In apertura di seduta però, la consigliera Paola Demagri (Patt) ha comunicato la decisione del gruppo di togliere la firma dal ddl. Così, rimanendo la sola consigliera Masè come proponente della legge, le minoranze hanno richiesto che la stessa cedesse la conduzione della seduta al vicepresidente, per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio di mancanza di garanzia istituzionale.

"A questa scorrettezza la presidente ne ha aggiunta una più grave, giudicando inammissibili, nel suo ruolo di presidente, alcuni emendamenti alla sua stessa proposta di legge, presentati dal consigliere Alex Marini, perché ritenuti da lei non pertinenti, quando la norma in realtà si intitola 'Modificazione della legge elettorale 2003' e quindi contempla la possibilità di intervenire su tutto il testo elettorale. Abbiamo ritenuto di non avallare questo atto di forza, che costituisce un precedente di grave scorrettezza istituzionale, inviando una lettera di segnalazione e protesta al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder", scrivono i consiglieri di minoranza Ferrari (Pd), Marini (M5S), Rossi (Azione) e Zanella (Futura). Il disegno di legge è stato poi approvato con cinque voti favorevoli.

Sul tema è intervenuta anche la senatrice trentina di Italia Viva, Donatella Conzatti: "In Trentino, nel silenzio più totale, si sta consumando un fatto molto grave: l'abrogazione della doppia preferenza di genere. Una legge, questa, che garantisce nel nostro Paese il rispetto del principio costituzionale della parità di accesso alle cariche elettive. Non è mai accaduto che il Trentino utilizzasse la propria specialità per fare peggio di molte altre regioni. Se la doppia preferenza di genere così come l'esposizione alternata di candidati e candidate verranno contestualmente abrogate, il Trentino da Provincia di eccellenza diventerebbe fanalino di coda nella parità in campo elettorale" scrive la senatrice in una nota.

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