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Festa della Repubblica, Andreatta: "La Costituzione è al di sopra del popolo"

Discorso del 2 giugno in un momento particolarmente incerto per le istituzioni repubblicane, il sindaco di Trento cita Calamandei: "La Costituzione va protetta contro la maggioranza"

"Poche volte, nei decenni scorsi, il compleanno della nostra Repubblica è stato festeggiato in un clima politico così conflittuale". Con queste parole il sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha aperto il tradizionale discorso del 2 giugno, Festa della Repubblica. All'indomani del giuramento del Governo più travagliato della stoia repubblicana la festività istituzionale di oggi è stata, non solo a Trento, occasione per celebare la nascita  di istituzioni repubblicane che oggi sono messe in discussione: la Costituzione, che non permette le svolte radicali che i partiti al governo vorrebbero, la figura del Presidente della Pepubblica, vissuta come ostacolo  alla democrazia in qusti giorni, e lo stesso tricolore, invocato per  la grande manifestazione che si sarebbe dovuta tenere oggi a Roma e che, a governo fatto, è stata subito annullata.

Andreatta ha parlato soprattutto  di Costituzione, vero "vocabolario democratico, scritto oltre 70 anni fa dai padri costituenti" opposto alla "crescente incomunicabilità tra le forze politiche, sempre più autoreferenziali, sempr più incapaci di guardare all'interesse generale del Paese, di trovare convergenze in nome di un obiettivo più grande di quello elettorale". Citando il pensiero di Pietro Calamandrei, membro della Costituente per il Partito D'Azione, ha detto: "la Costituzione è al di sopra della maggioranza, della massa, del popolo, perché se la maggioranza, la massa, il popolo sono contro la democrazia allora la Costituzione è lì, apposta, per tutelare le minoranze democratiche e liberali".

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