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Dellai candidato a presiedere la Commissione antimafia, seduta rimandata

Sulle "sparate" del collega di partito Vecchio, secondo il quale un trentino non sarebbe competente in tema di lotta alla mafia, l'ex governatore minimizza così come sulla sua candidatura a capo della commissione: "Non l'ho cercata io, già assorbito dal mio ruolo di capogruppo"

La seduta della Commissione bicamerale antimafia di ieri non è neppure iniziata, tutto rimandato a martedì prossimo. E così si resta in attesa di sapere se il presidente sarà Lorenzo Dellai o Rosy Bindi. Il deputato trentino, capogruppo di Scelta Civica alla camera spiega: "non sono stato io a cercare questo incarico, sono già assorbito dagli impegni di capogruppo, ho dato la mia adesione in nome del compromesso tra PD e PDL di nomiare a capo della commissione un esponente di Scelta Civica".


Un compromesso che però è saltato proprio ieri. E' lo stesso Dellai che riferisce della scelta del PD, a due ore dalla riunione della Commissione, di non ritirare la candidatura di Rosy Bindi e di far saltare la seduta per mancanza del numero legale. Riguardo alle voci circolate sul fatto che sarebbe stato il collega di partito, Andrea Vecchio, a far saltare la candidatura dell'ex governatore trentino alla Commissione, Dellai minimizza: "le strampalate dichiarazioni di un collega siciliano del mio gruppo non hano avuto il minimo ruolo nella vicenda, e si commentano da sole".

Secondo quanto riportato anche dal quotidiano L'Adige l'onorevole Vecchio avrebbe denigrato le competenze di Dellai sul tema di lotta alla mafia adducendo come motivazione il fatto che in Trentino "a gestire la cosa pubblica ci vuole poco, contributi a fiumi, la mafia l'avrà vista semmai al cinema". 

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